(ats) L'iniziativa "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti" sarà verosimilmente respinta dal Parlamento senza che vi sia opposto un controprogetto. È quanto emerge dalle prime discussioni che si sono tenute oggi al Consiglio nazionale. Il voto è previsto giovedì.

Pur considerando "importanti" alcuni punti del testo, come il rafforzamento della produzione locale e la protezione delle terre coltivabili, altri, come la gestione da parte dello Stato dei prezzi e delle quote e la limitazione delle esportazioni, risultano eccessivi, ha affermato la relatrice commissionale Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL).

Secondo la maggioranza dei parlamentari che si sono espressi, inoltre, le disposizioni già presenti attualmente nella Costituzione sono sufficienti, in particolare l'articolo sulla sicurezza alimentare approvato dalle urne il 24 settembre. "Quest'ultimo prevede già una protezione delle terre coltivabili", ha ad esempio ricordato Chevalley (PVL/VD).

L'iniziativa depositata dall'associazione contadina Uniterre, ha ricordato il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, contiene richieste già considerate dall'attuale politica agricola, come la promozione di un'agricoltura contadina, variata e sostenibile, la protezione delle terre coltive o il divieto di sovvenzioni alle esportazioni dal 2019.

Se si vuole influenzare la politica agricola bisogna oggi agire in Parlamento tramite altri strumenti istituzionali, come la legge sull'agricoltura, il decreto federale sui limiti di spesa agricoli per gli anni 2018-2021 e il preventivo della Confederazione, ha affermato Olivier Feller (PLR/VD) a nome della commissione.

Oggi in aula si è insomma capito che malgrado l'iniziativa goda di alcune simpatie - "è facile capire la fondatezza delle rivendicazioni degli iniziativisti", ha ad esempio detto Claude Béglé (PPD/VD) - essa sarà bocciata quando sarà sottoposta al voto. Non esiste del resto alcuna proposta di minoranza che ne chieda l'approvazione.

Stessa sorte dovrebbe toccare al controprogetto diretto, elaborato dalla minoranza della commissione preparatoria. Questo prevede di inserire nella Costituzione disposizioni sulla scambio e la commercializzazione di sementi, sugli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori, sulle condizioni di lavoro dei contadini e sul divieto degli OGM.

In diversi hanno sottolineato che il controprogetto contiene gli stessi difetto dell'iniziativa: vuole inserire nella Costituzione disposizioni superflue. "La stessa Unione svizzera dei contadini si è detta interamente soddisfatta con l'adozione dell'articolo costituzionale sulla sicurezza alimentare", ha ricordato Christian Lüscher (PLR/GE).

Solo la sinistra si è schierata a favore del controprogetto. "Questo permetterebbe di rafforzare la posizione dei contadini nei confronti dei grandi gruppi che esercitano un certo controllo sull'offerta di sementi", ha ad esempio sostenuto Samuel Bendahan (PS/VD).

Durante il dibattito, in molti hanno approfittato dell'occasione per criticare la Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+) del Consiglio federale, che prevede un maggiore accesso a mercati internazionali. "È in totale contraddizione con gli auspici della popolazione", ha ad esempio Pierre-André Page (UDC/FR). Il relatore commissionale Feller ha però ricordato ai colleghi che bocciare l'iniziativa non significa approvare per forza la PA22+.

Cosa chiede l'iniziativa

L'iniziativa chiede di inserire un nuovo articolo nella Costituzione allo scopo di promuovere l'agricoltura dei piccoli contadini responsabile in primo luogo dell'approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata.

Essa domanda, inoltre, che le derrate alimentari e i prodotti agricoli importati debbano, per principio, rispettare le norme sociali ed ecologiche della Svizzera. L'impiego di organismi geneticamente modificati (ogm) sarebbe vietato.

L'iniziativa prevede anche che siano adottate misure per "preservare le superfici coltivabili", garantire "la trasparenza del mercato", favorire "la fissazione di prezzi equi" e rafforzare "gli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori".

Il testo chiede anche che Berna favorisca "l'aumento della popolazione attiva nell'agricoltura e la varietà delle strutture" e che presti "particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei salariati agricoli".