Attualmente il Parlamento è incaricato di esaminare ogni quattro anni l'efficacia della perequazione finanziaria sulla base del rapporto del Consiglio federale e dei pareri dei Cantoni. Deve anche stabilire l'ammontare dei contribuiti dei Cantoni e della Confederazione.
Tuttavia, le Camere non possono abrogare la compensazione dei casi di rigore, salvo che il governo gli sottoponga un decreto federale. Inoltre, a meno che l'esecutivo non presenti un progetto di revisione, non può neppure apportare eventuali correttivi alla LPFC.
La maggioranza della Camera del popolo ritiene questa situazione insoddisfacente. Il Parlamento - secondo i deputati - dovrebbe poter modificare i parametri della perequazione finanziaria in occasione del suo esame quadriennale. È insensato elaborare un rapporto di valutazione e sollecitare il parere dei Cantoni se, in fin dei conti, il margine di manovra del Parlamento è limitato ai decreti federali sottoposti dall'esecutivo.
Il governo si opponeva al testo, valutando un automatismo quadriennale dispendioso dal punto di vista amministrativo e contrario all'usuale processo legislativo. Il Parlamento può inoltre già intervenire adottando mozioni o iniziative, ha affermato il ministro delle finanze Ueli Maurer. Non è quindi il caso di proporre revisioni legislative non necessarie, ha sostenuto, senza però convincere i deputati.