Il testo - depositato da Manuel Tornare (PS/GE) - chiede che Berna adotti le misure necessarie per garantire la piena applicazione della Costituzione eritrea del 1997, porre fine al reclutamento di bambini nell'esercito e al lavoro forzato infantile, così come la liberazione di tutte le persone detenute senza un motivo valido.
"Oggi è la giornata della donna ed è bene ricordare che molte di loro in Eritrea sono schiave, ci sono torture, sparizioni e violenze generalizzate", ha ricordato l'autore della mozione. "So che molti di voi sono hanno effettuato un viaggio ufficioso nel Paese, ma quando si visita una dittatura vi mostrano solo quello che vogliono".
Se il parlamento approvasse il testo, "vorrà dire che prenderemmo per oro colato tutto quello che dice il Consiglio dei diritto umani dell'Onu, in modo acritico", ha replicato Luzi Stamm (UDC/AG). "Io preferisco parlare con chi in Eritrea è stato, sono tre anni che mi occupo dell'argomento e mi sembra di saperne sempre di meno".
Per il ministro degli esteri Didier Burkhalter la mozione va nella giusta direzione, perché spinge a portare avanti gli sforzi profusi nel Paese. "Vogliamo avanzare passo a passo, insieme, vogliamo per esempio che la Croce Rossa possa visitare i prigionieri: ora è impossibile", ha rilevato, ricordando come Berna sia già attiva sul fronte dei diritti umani, e su quello culturale, per l'iscrizione della città vecchia di Asmara nel Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. "Le esperienze dell'Onu ci sono utili."