(ats) Dopo anni di discussioni, il Consiglio nazionale ha definitivamente respinto oggi - con 147 voti contro 42 - il progetto del governo volto a proteggere maggiormente i cosiddetti "whistleblower", ossia i dipendenti che segnalano irregolarità sul posto di lavoro. Per la maggioranza, la soluzione proposta è troppo complicata e non offre una reale tutela degli "allertatori civici".

Il risultato finale era scontato tenuto conto della raccomandazione della commissione preparatoria che, per 20 voti a 5, chiedeva la non entrata nel merito, ribadendo così il primo voto dello scorso giugno. Un doppio "no" che equivale all'archiviazione di una progetto di legge risalente al 2013 e lascia i futuri "whistleblower" nell'incertezza.