Il risultato finale era scontato tenuto conto della raccomandazione della commissione preparatoria che, per 20 voti a 5, chiedeva la non entrata nel merito, ribadendo così il primo voto dello scorso giugno. Un doppio "no" che equivale all'archiviazione di una progetto di legge risalente al 2013 e lascia i futuri "whistleblower" nell'incertezza.