(ats) È in corso al Consiglio nazionale il dibattito sull'iniziativa popolare "Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi" e il suo controprogetto indiretto elaborato dal Consiglio federale. Sei anni dopo un primo tentativo per ridurre le tariffe eccessive praticate dai fornitori esteri in Svizzera, la revisione della legge fatica a convincere il Parlamento.

Chi non si è mai arrabbiato almeno una volta per aver pagato troppo caro un prodotto in Svizzera rispetto a quanto avrebbe speso all'estero? I prezzi di riviste, prodotti per cura del corpo, materiale da laboratorio, mezzi di produzione agricola o apparecchi elettrodomestici sono maggiorati nella Confederazione rispetto ai Paesi vicini. Stando a un recente studio, il sovraccosto per le imprese e i consumatori elvetici ammonterebbe ad oltre 15 miliardi di franchi annui.

Fornitori stranieri ne approfittano

Secondo gli iniziativisti, la colpa è dei fornitori stranieri che mantengono il prezzo a un livello artificialmente maggiorato approfittando del potere d'acquisto più elevato in Svizzera. Il testo, sostenuto da personalità di tutti i partiti politici, chiede quindi alla Confederazione di modificare la legge sui cartelli (LCart) per permettere alle aziende svizzere di acquistare all'estero senza passare da importatori e fornitori.

L'iniziativa è sostenuta da parlamentari federali, tra cui il ticinese Fabio Regazzi (PPD/TI), e da numerose associazioni in favore dei consumatori, ma anche da Gastrosuisse, Swissmechanic, Hotelleriesuisse.

Controprogetto

Siccome l'esecutivo valuta la misura sproporzionata ma la causa dell'iniziativa giusta, ha presentato al Parlamento un controprogetto indiretto che poggia sul concetto di "potere di mercato relativo". Verrà valutato con attenzione in che misura il fatto di limitare il campo d'applicazione alle sole importazioni sia conciliabile con gli impegni internazionali della Svizzera e se, così facendo, si possa sciogliere in modo mirato l'isolamento del mercato svizzero.

Il Governo sottolinea in particolare di aver già intrapreso numerose misure per risolvere il problema, come ad esempio la soppressione unilaterale di tutti i dazi industriali.

Non sufficiente

Il controprogetto, sempre secondo il governo, soddisferebbe quindi la richiesta principale dell'iniziativa, ossia agevolare le importazioni parallele rafforzando la libertà di approvvigionamento delle aziende elvetiche all'estero.

Per i fautori dell'iniziativa questo non è però sufficiente. In particolare, chiedono che nella legge sui cartelli l'attenzione venga rivolta non solo alle imprese con posizione dominante, ma anche a quelle "relativamente dominanti". Anche nella commissione preparatoria il progetto governativo è stato giudicato con scetticismo.

PLR diviso

La questione della distorsione dei prezzi tra la Svizzera e l'estero divide alquanto i partiti. Nel PLR, in particolare, taluni parlamentari vorrebbero finirla con i prezzi svantaggiosi di cui soffrono le imprese elvetiche, altri preferirebbero agire in altri modi, segnatamente con l'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio.

Nel voto sul complesso, la commissione ha respinto l'iniziativa con 10 voti contro 6 e 9 astenuti e ha sostenuto il controprogetto indiretto con 12 voti contro 10 e 3 astenuti. Gli emendamenti proposti per correggere la versione governativa sono stati inoltre approvati di stretta misura.