Il testo così rivisto, approvato oggi dal Consiglio nazionale per 133 voti a 60, è valido fino al 31 dicembre 2025. Il dossier ritorna agli Stati per due divergenze.
Il Consiglio federale ha richiesto al parlamento crediti d'impegno per un totale di 1,875 miliardi: 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie aeree svizzere e 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.
Come ieri gli Stati, oggi la Camera del popolo ha respinto diverse proposte di minoranza del campo rosso-verde che chiedevano il rispetto di determinati obblighi ambientali per quelle imprese che potrebbero ricevere un sostegno finanziario.
Secondo diversi esponenti del PS e dei Verdi, la crisi attuale rappresenta per il settore aviatorio l'occasione per un nuovo inizio allo scopo di far fronte a un'altra crisi incombente, quella del clima. Il settore ha finora fatto troppo poco per ridurre le proprie emissioni.
Se la revisione, dichiarata urgente, verrà approvata mercoledì o giovedì in votazione finale, entrerebbe in vigore immediatamente. Contro la legge sarà possibile lanciare un referendum (dall'inizio di giugno).