(ats) Rimangono ancora da sciogliere una decina di differenze tra i due rami del parlamento in merito alla modernizzazione del diritto della Società anonima (SA). Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato alcune divergenze, ma ne ha mantenute altre. Il dossier ritorna così agli Stati. L'obiettivo è fare in modo che la revisione sia pronta per le votazioni finali del 19 di giugno.

La Camera del Popolo ha finora dato più spazio di manovra alle SA rispetto ai "senatori": il Nazionale, per esempio, vorrebbe consentire alle aziende di fornire capitale sociale in valuta estera e di poter svolgere le rispettive assemblee generali all'estero.

Su questi aspetti, invisi agli Stati, il Nazionale ha tuttavia deciso di proporre un compromesso per proteggere i diritti degli azionisti. La loro situazione, insomma, non deve peggiorare a causa della decisione riguardante il luogo di svolgimento dell'assemblea generale.

La maggioranza vuole anche permettere alle aziende che lo desiderano di premiare la fedeltà di alcuni azionisti all'azienda, concedendo loro azioni di lealtà. Tuttavia, non si tratta ancora di cedere le cosiddette azioni di fidelizzazione. Le società che lo desiderano dovrebbero poter beneficiare alcuni azionisti, in particolare per la loro fedeltà alla società, distribuendo tali azioni. Il Consiglio degli Stati ha già posto il veto due volte su questa possibilità.

Su altri punti il Nazionale ha tuttavia deciso di seguire il Consiglio degli Stati. Lo ha fatto per esempio sulle indennità versate agli ex membri degli organi di direzione di un'azienda. Le imprese dovranno anche menzionare le funzioni esercitate in altre società dai membri del consiglio di amministrazione, della direzione e dell'organo di consulenza.