Stando alla mozione, nonostante il programma di stabilizzazione promosso dal governo a favore delle aziende, verosimilmente non tutte le imprese si riprenderanno dal colpo inferto dal coronavirus.
I debiti ora contratti e la gestione dei crediti costituiscono per molte ditte - specie le piccole e medie imprese - una notevole sfida, soprattutto visto il peggioramento della situazione economica.
Alla luce di questo scenario, secondo la commissione dell'economia e tributi degli Stati che ha formulato la mozione, sarà di centrale importanza che le cooperative di fideiussione e le banche adottino tempestivamente adeguate misure per società bisognose di risanamento per salvarle e impedire che falliscano.
Le banche non devono chiedere troppo presto il pagamento della fideiussione (con la conseguenza per le imprese di un regresso, che si traduce in un'esecuzione per fallimento). È decisivo che per le aziende bisognose di risanamento si faccia il possibile quanto prima. Al riguardo, per le piccole imprese il termine di ammortamento di 5 o 7 anni stabilito nell'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 potrebbe risultare troppo stretto.
Nell'ambito della legislazione ordinaria occorre ampliare gli strumenti a disposizione. In questo modo sarà ridotta la perdita finanziaria a carico della Confederazione e le imprese bisognose di risanamento saranno protette dal fallimento.
Per il ministro dell'economia, Guy Parmelin, la Confederazione ha tutto l'interesse a limitare eventuali perdite. Ecco perché è disposto ad accogliere la mozione, il cui contenuto sarà integrato nella legislazione ordinaria sul Covid-19.