L'applicazione SwissCovid, attualmente in fase di test, permetterà di avvertire gli utenti che sono stati in contatto con persone risultate poi positive al Covid-19. L'impiego dell'app, che non utilizza né dati personali né informazioni sulla posizione, è facoltativo. I dati registrati saranno cancellati dopo 21 giorni.
I dati saranno o trattati, per quanto possibile, su componenti decentralizzati. Per il funzionamento dell'app è però necessario ricorrere a servizi esterni, come la tecnologia bluetooth di Google e Apple. L'Incaricato federale della protezione dei dati ha comunque dato il suo benestare, ha ricordato il relatore commissionale Jörg Mäder (PVL/ZH).
L'installazione dell'applicazione sarà facoltativa, e non si potrà discriminare chi non la vuole usare, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset. Chiunque intenzionalmente rifiuta a una persona, per la sua non partecipazione al sistema, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico (come ad esempio l'accesso a un ristorante) sarà infatti punito con una multa. I datori di lavoro non possono inoltre impedire - né obbligare - i propri collaboratori di installare l'app.
Chi riceve una segnalazione di esposizione al virus dall'app è invitato a informare il proprio medico. Qualora questi dovesse ordinare la quarantena, si avrà diritto alle indennità di perdita di guadagno (IPG), analogamente a chi è stato testato positivamente, ha spiegato Berset. Chi riceve una segnalazione dalla propria applicazione SwissCovid potrà farsi testare gratuitamente presentando il messaggio ricevuto sul telefonino.
La revisione della Legge sulle epidemie consente anche al Consiglio federale di concludere accordi per collegare l'app svizzera con i sistemi esteri corrispondenti. La modifica legislativa ha effetto sino al 30 giugno 2022 dopodiché tutte le modifiche decadono.
L'oggetto torna ora al Consiglio degli Stati per l'approvazione della clausola d'urgenza.