(ats) Dopo gli Stati in giugno, oggi anche il Consiglio nazionale si è occupato del programma di legislatura studiato dal Consiglio federale per il periodo 2019-2023. Tra le diverse aggiunte operate al progetto del governo, spicca l'occhio di riguardo al tema dell'uguaglianza fra sessi.

Nel suo messaggio, risalente a gennaio, l'esecutivo aveva ordinato le imminenti sfide politiche secondo tre indirizzi. La Svizzera vuole infatti assicurare durevolmente la sua prosperità sfruttando le opportunità offerte dalla digitalizzazione; promuovere la coesione nazionale e contribuire a rafforzare la collaborazione internazionale; adoperarsi per la sicurezza, la protezione del clima e agire come partner affidabile nel contesto mondiale.

Il programma di legislatura funge da strumento strategico di condotta e contiene 18 obiettivi e 53 misure. L'agenda orienta l'attività del governo ed è la base per il rendiconto annuale presentato al Parlamento.

In entrata, I Verdi hanno provato a chiedere un rinvio spingendo per rispedire l'incarto al Consiglio federale e lamentando il fatto che il programma, essendo stato elaborato precedentemente alla pandemia, non tiene conto del coronavirus. Inoltre, a loro avviso, la politica climatica avrebbe meritato più attenzione.

Per la portavoce del gruppo ecologista, la sangallese Franziska Ryser, quanto raggiunto finora a livello ambientale non basta, ma serve di più. Tali argomenti non hanno però fatto proseliti tra gli altri partiti e la proposta è stata bocciata per 166 a 30.

Durante il lungo dibattito successivo, nel quale è intervenuta a più riprese la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, sono stati passati in rassegna i vari pareri formulati in fase preparatoria dalla commissione preposta, che aveva suggerito di completare in più punti il progetto governativo. Tra gli articoli aggiunti dalla Camera del popolo ve ne sono due che promuovono le pari opportunità, uno sull'introduzione dell'imposizione individuale e uno sulla conciliabilità tra famiglia e lavoro.

Il Nazionale ha pure adattato l'orientamento politico del Consiglio federale su altre voci, ad esempio inserendo novità sullo sviluppo sostenibile e sulle finanze. Per garantire una maggiore stabilità, le spese straordinarie legate al Covid-19 non dovranno sottostare al freno all'indebitamento, malgrado la ferma opposizione dell'UDC, che ha paventato un aumento delle imposte. I deputati hanno poi optato per infilare nell'agenda un piano d'azione volto a ridurre la violenza sulle donne e fra le mura di casa.

In generale, in molti hanno parlato di un programma poco ambizioso. Stando a Baptiste Hurni (PS/NE) "ha numerose lacune", mentre, a nome della commissione, la relatrice Simone de Montmollin (PLR/GE) ha fatto notare che "non presenta grandi cambiamenti". Il dossier ora passerà alla Conferenza di conciliazione, così da trattare le divergenze emerse fra le due Camere.