Il testo - identico a un altro depositato dall'omologa commissione degli Stati - chiede al Consiglio federale di riconsiderare l'ordinanza sulla custodia di bambini complementare alla famiglia nell'ambito del coronavirus. Le strutture sovvenzionate da Cantoni, comuni o enti pubblici allo stato attuale non beneficiano infatti del sostegno della Confederazione.
Questo proprio perché, si difende l'esecutivo, tale settore è principalmente di competenza di Cantoni e comuni, che sono invitati a prendersi le proprie responsabilità. L'aiuto d'urgenza di Berna è pensato per le istituzioni private, la cui esistenza è messa a rischio dalle perdite di guadagno subite.
I relativi costi sono stimati in 65 milioni di franchi: se l'esecutivo dovesse farsi carico anche del deficit delle istituzioni pubbliche dovrebbe sborsare altri 20 milioni. Una versione ribadita oggi in aula dal ministro della sanità Alain Berset, secondo cui questi soldi non ci sono.
Ma secondo la Camera del popolo, anche in nome della parità di trattamento questo non va bene. In effetti, nella Svizzera italiana così come in Romandia, il sistema degli asili nido si basa su sovvenzionamenti pubblici. Voltare loro la faccia sarebbe quindi ingiusto, hanno infine deciso i deputati, malgrado l'opposizione di UDC e PLR.