La maggioranza del plenum crede che il progetto non comporti alcuno sgravio essenziale per le imprese e che l'effetto positivo per i consumatori sarebbe minimo. L'abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali sarebbe pertanto non soltanto inutile, ma arriverebbe nel momento sbagliato, viste le forti spese generate dalla pandemia di coronavirus.
Un'opinione fatta propria trasversalmente dall'emiciclo, sia da destra che da sinistra, secondo cui un taglio di oltre 500 milioni sulle entrate della Confederazione andrebbe perlomeno compensato da un'altra parte. Tagliare ora sulle entrate, alla luce del buco di bilancio che si annuncia, è irresponsabile, è statoa dichiarato in aula.
I favorevoli al disegno governativo, come Martin Schmid (PLR/GR), Ruedi Noser (PLR/ZH) o Erich Ettlin (PPD/OW), hanno invece sostenuto l'entrata nel merito, sottolineando le ricadute positive di un taglio dei dazi - "un relitto del passato" lo ha definito Schmid - per i consumatori, ma anche per le imprese elvetiche, che potrebbero così procurarsi a prezzi inferiori macchine e altri prodotti.
Per Ettlin, la crisi attuale causata dalla pandemia rappresenta l'occasione propizia per dare un impulso alla produzione. I vantaggi di un taglio dei dazi sui prodotti industriali verrebbero più che compensati dal maggior dinamismo dell'economia elvetica.
Un argomento ripreso in aula dal ministro dell'economia Guy Parmelin, secondo cui le imprese beneficerebbero di un taglio dei dazi, specie quelle attive nell'agricoltura. Agli oltre 500 milioni di sgravi andrebbero aggiunti i risparmi generati dalla minore burocrazia per lo sdoganamento, calcolati in 100 milioni all'anno, ha specificato il consigliere federale democentrista.
Argomentazioni che però non hanno convinto la maggioranza. Per Paul Rechsteiner (PS/SG), l'idea nata nel 2017 aveva ancora un senso allora, quando l'economia era in crescita, ma ora la situazione è cambiata. A causa della pandemia, la Confederazione ha messo a disposizione miliardi per l'economia; non vi è quindi bisogno di altri programmi d'impulso, specie se le mancate entrate non potranno essere compensate.