La proposta di modifica costituzionale mira ad aumentare le imposte per i più ricchi in modo da sgravare i piccoli e medi redditi, ovvero il 99% della popolazione. Per assicurare una migliore distribuzione della ricchezza, l'iniziativa prevede una imposizione del 150%, invece del normale 100%, per la parte di reddito da capitale - dividendi, guadagni da interessi o affitti dedotti i costi di manutenzione e gestione - superiore a una soglia definita per legge e non precisata nel testo.
I particolari andrebbero disciplinati dalla legge. Per garantire che i piccoli risparmiatori non vengano danneggiati dall'iniziativa si vuole introdurre un importo esente di 100 mila franchi. Esonerati dalla maggiore tassazione sarebbero anche le pensioni assicurate dal primo e dal secondo pilastro.
Stando alla Gioventù socialista, dai 5 ai 10 miliardi di franchi potrebbero essere redistribuiti, grazie ai contributi dell'1% di Svizzeri più facoltosi. Questa somma potrebbe servire per ridurre l'imposizione delle persone che dispongono di bassi o medi salari, finanziare prestazioni sociali come asili nido e sussidi all'assicurazione malattia o alla formazione.
Secondo la maggioranza borghese della commissione, l'imposizione fiscale è già oggi relativamente alta: se venisse aumentata i contribuenti più facoltosi lascerebbero il nostro Paese o non vi si insedierebbero. In Svizzera abbiamo bisogno di persone che dispongono di ingenti capitali da investire per creare posti di lavoro, ha spiegato Fabio Regazzi (PPD/TI).
La maggioranza della CET-N ritiene inoltre che l'accettazione dell'iniziativa diminuirebbe la disponibilità finanziaria delle PMI e delle aziende familiari, denaro che verrebbe a mancare per gli investimenti necessari a garantirne il futuro.
Secondo la commissione, l'iniziativa non è inoltre abbastanza precisa. L'eventuale franchigia a partire dalla quale scatterebbe l'imposizione più elevata non è stata stabilita, e non è chiaro come debba avvenire la ridistribuzione, se soltanto nel quadro del diritto fiscale o anche al di fuori di tale ambito. L'attuazione di tale iniziativa si rivelerebbe quindi ardua. Non va neppure dimenticato il fatto che un'accettazione dell'iniziativa si tradurrebbe pure in un'ingerenza forzata nella sovranità fiscale dei Cantoni.
La minoranza rosso-verde ritiene invece che il divario tra i redditi alti e bassi continui ad aumentare. Questo crea problemi economici e riduce il potere d'acquisto. Esiste una correlazione tra la crescente disuguaglianza di reddito e la concentrazione della ricchezza, sostiene.
Con 17 voti a 8, la commissione ha deciso di non opporvi un controprogetto indiretto, volto a tassare del 100% (l'iniziativa propone il 150%) la parte del reddito da capitale che eccede l'importo stabilito dalla legge, ha sottolineato ancora Regazzi.