(ats) A partire da lunedì 28 febbraio e fino al 18 di marzo, i parlamentari saranno occupati, nell'ambito della sessione primaverile delle Camere federali, con temi corposi come le iniziative popolari sui ghiacciai e sull'allevamento intensivo, gli OGM, le misure per fronteggiare la pandemia, a cui si aggiungeranno naturalmente gli ultimi sviluppi della crisi ucraina dopo l'attacco russo deciso dal presidente Vladimir Putin.

Per quanto riguarda i temi ambientali, l'iniziativa "Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)" verrà affrontata dal Consiglio nazionale già nel corso della prima settimana. Essa esige una riduzione a zero delle emissioni dei gas serra al più tardi entro il 2050. Contemporaneamente non dovrà in linea di principio più essere possibile immettere sul mercato combustibili e carburanti di origine fossile. Deroghe sarebbero possibili per le applicazioni per le quali non esistono alternative tecniche.

Il Consiglio federale ha elaborato un controprogetto diretto all'iniziativa, che persegue lo stesso obiettivo, ma con il quale si vuole evitare di iscrivere un divieto assoluto nella Costituzione. Anche le commissioni dell'ambiente delle due Camere respingono l'iniziativa, pur volendo accelerare l'iter legislativo. Esse puntano sul loro proprio controprogetto indiretto, che propone di iscrivere la riduzione dell'uso di carburanti e combustibili fossili nella legge sul CO2.

Allevamento intensivo

Un'altra iniziativa popolare, "No all'allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull'allevamento intensivo)", è in agenda invece al Consiglio degli Stati durante la prima settimana: essa mira a vietare l'allevamento intensivo in Svizzera entro 25 anni. Il testo vuole ancorare norme bio nella Costituzione in materia di protezione degli animali e regolamentare le importazioni di bestie e prodotti di origine animale.

Al Nazionale, il testo è stato sostenuto soltanto dai Verdi e da taluni socialisti. Il fronte borghese, che teme di penalizzare il settore agricolo di fronte alla concorrenza estera, non ha mai voluto un controprogetto diretto, come auspica invece il Governo, o indiretto.

OGM e bici

Altro tema che occuperà il Nazionale: la proroga della moratoria sugli organismi geneticamente modificati per un nuovo periodo di quattro anni. In dicembre, il Consiglio degli Stati aveva introdotto un'eccezione per gli OGM ai quali non è stato aggiunto alcun materiale genetico transgenico. Ora spetterà alla Camera del popolo pronunciarsi in merito.

Il Parlamento dovrà pure discutere la questione delle piste ciclabili, nell'ambito delle divergenze sulla Legge concernente le ciclovie. La Svizzera deve dotarsi di una rete continua e sicura, come deciso dal popolo nell'autunno 2018. Ma, a differenza del Nazionale, i "senatori" vogliono lasciare un margine di manovra ai cantoni e ai comuni.

Costi della salute

I due rami del Parlamento tenteranno pure di trovare un'intesa su un altro importante tema: le misure del Consiglio federale volte a contenere i costi della salute. Questo pacchetto, che modifica la Legge sull'assicurazione malattie, è stato suddiviso in due progetti, di cui il primo è già stato adottato.

Il Parlamento ha già affossato la proposta di introdurre un sistema di prezzi di riferimento il cui brevetto è scaduto. Ma altre divergenze sussistono, quali il diritto di ricorso degli assicuratori contro la pianificazione ospedaliera dei cantoni o le procedure di omologazione per le importazioni parallele di medicinali generici.

Covid-19

Il tema Covid-19 non è sparito dal radar dei parlamentari che dovranno decidere se estendere o meno i provvedimenti per mitigare le conseguenze economiche della pandemia. In particolare, Nazionale e Stati devono pronunciarsi su crediti aggiuntivi al preventivo 2022 della Confederazione per un importo complessivo di 3,4 miliardi di franchi.

All'unanimità, inoltre, le commissioni della politica di sicurezza delle due Camere propongono ai rispettivi plenum di approvare il messaggio concernente il terzo impiego dell'esercito in appoggio alle autorità civili per fronteggiare l'epidemia di coronavirus, ritenendo giustificata la fine di questo supporto al sistema sanitario per il 19 febbraio. Il Parlamento ne discuterà, per forza di cose, retroattivamente

Parlamento

La pandemia di Covid-19 sarà sempre presente sullo sfondo di altri dibattiti. Il Parlamento vuole per esempio essere in grado di reagire meglio in situazioni di crisi, dopo i brutti ricordi dell'inizio dell'epidemia di coronavirus quando la sessione era stata interrotta.

Le sedute potrebbero così diventare più flessibili, o persino virtuali, e i termini per trattare gli interventi parlamentari potrebbero essere accorciati. Un organo direttivo più efficace dovrebbe essere istituito. Inoltre le Camere potrebbero avere un diritto di veto sulle ordinanze del Consiglio federale. Tutto ciò implica un cambiamento nel diritto del Parlamento. Toccherà al Nazionale discuterne per primo.

ONU

Infine, su richiesta dell'Unione democratica di centro, il 10 marzo al Nazionale si terrà una breve sessione straordinaria sulla candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU, che verrà discussa in giugno a New York.

Questo tema è più che mai d'attualità visto l'evolversi della situazione di crisi in Ucraina. In questo contesto, il partito di Marco Chiesa chiede al Consiglio federale di ritirare la sua candidatura, temendo per la neutralità del Paese e per il ruolo di mediatrice della Confederazione.