Il voto dello scorso anno ha mostrato chiaramente una cosa: abbiamo bisogno di soluzioni sensate, soluzioni che non pesano troppo sulle spalle della popolazione, ha detto Philipp Bregy (Cetnro/VS). In quest'ottica l'iniziativa popolare va bocciata perché troppo radicale. Il controprogetto va invece sostenuto anche se ha il difetto di non proporre norme vincolanti. Per il vallesano la soluzione verrà dal controprogetto indiretto, a livello legislativo dunque, che è ancora in fare di gestazione (sarà pronto per la sessione estiva, ndr.)
I cantoni di montagna sono già stati sottoposti a diktat, come l'iniziativa Weber (contro le residenze secondarie, ndr.), ha esordito da parte sua Sidney Kamerzin (PPD/VS) invitando il plenum a non peggiorare la situazione con l'iniziativa che non avrebbe alcun effetto pratico, ma che penalizzerebbe la mobilità, l'agricoltura di montagna e ancora una volta, appunto, gli abitanti delle regioni dove si trovano i ghiacciai. Ghiacciai che non saranno salvati da questa proposta di modifica costituzionale.
Meglio quindi puntare sul controprogetto, come sostenuto dai partiti borghesi, ad esclusione dell'UDC. Insomma, per il centro destra l'obiettivo dell'iniziativa - raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 - è da sostenere. A non piacere è invece il proposto divieto dei combustibili fossili.
"Ci sono ancora troppo incertezze sugli sviluppi tecnologici a lungo termine", ha detto Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG). A suo avviso la scelta degli strumenti necessari per agguantare gli obiettivi deve rimanere aperta. "Questo è l'unico modo per garantire la flessibilità necessaria per raggiungerli", ha sostenuto la sangallese.
La sinistra ha chiesto con convinzione l'adozione dell'iniziativa: "oggi il cambiamento lo viviamo sulla nostra pelle, sull'uscio di casa: incendi, siccità, afa mortale, aumenterà la fame, la miseria e le guerre", ha sostento Greta Gysin (Verdi/TI). "L'iniziativa sui ghiacciai è fin troppo moderata, non eccessiva", ha aggiunto la ticinese affermando che "la sicurezza non è aumentare il budget dell'esercito, non è quella la vera urgenza." Claudia Friedl (PS/SG) ha evocato la siccità, che di questi tempi ha per esempio ridotto il Lago Maggiore a livelli bassissimi.
Allo schieramento rosso-verde si è unita la voce di Anna Giacometti (PLR/GR): "come cittadina ed ex sindaca del comune di Bregaglia conosco bene gli effetti del cambiamento climatico", ha affermato elencando una serie di conseguenze, dalla mancanza di neve, alla siccità. Se vogliamo salvare i paesi alpini dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi poiché nelle Alpi le temperature aumentano più del doppio rispetto alla media mondiale, ha proseguito la grigionese. "Sosterrò per solidarietà l'iniziativa popolare e per convinzione il controprogetto", ha concluso la bregagliotta. Controprogetto che è invece stato bocciato dai Verdi perché ritenuto non abbastanza incisivo.
Di parere diametralmente opposto i parlamentari democentristi, che hanno definito l'iniziativa, ma anche il controprogetto, estrema e dannosa per la Svizzera. "Quali sono le ripercussioni di questa iniziativa sui cittadini e l'economia?", si è chiesto Piero Marchesi (UDC/TI). "A che cosa siete pronti a rinunciare: alla mobilità, alla digitalizzazione?", ha domandato Monika Rüegger (UDC/OW) sostenendo come l'iniziativa sia in contraddizione con l'ampliamento delle energie rinnovabili. "Fateci vedere cose serie e non fumo negli occhi", ha affermato all'indirizzo dei fautori del testo.
Secondo Marchesi, che ha citato uno studio della Yale University, la Svizzera fa già molto in campo climatico: "è nei primi tre ranghi" per quanto riguarda una serie di fattori ambientali. Insomma, per il ticinese non si deve "cadere nell'idealismo a scapito della ragionevolezza". A suo avviso la via da percorrere è una sola: "continuare a migliorare nelle soluzioni quadro per investire nella ricerca."
A destra c'è poi chi, come Andras Gafner (UDC/BE), ha messo in dubbio l'origine umana del riscaldamento ambientale: "i cambiamenti climatici ci sono sempre stati", ha detto. "L'influsso del CO2 sul clima non è così grave come si dice", ha proseguito, rivolgendosi ai fautori delle proposte in discussione, "che l'influsso dell'umanità sul clima è minore di quello che sostenete". Ci sono già stati periodi di siccità ma non sono stati catastrofici per l'umanità, ce lo mostrano diversi siti archeologici, ha dichiarato il bernese.
Al voto, il controprogetto è stato approvato con 104 voti contro 67 e 21 astenuti. La raccomandazione di bocciare l'iniziativa con 99 voti a 89 e 4 astenuti. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.