(ats) La Svizzera deve essere indipendente da produttori o Stati esteri per quanto concerne le tecnologie dell'informazione e della comunicazione o mezzi destinati a essere impiegati direttamente o indirettamente dall'esercito. È quanto chiede una mozione di Ida Glanzmann-Hunkeler (Centro/LU) approvata oggi dal Consiglio nazionale con 147 voti contro 40 e 3 astenuti.

La pandemia ha dimostrato quanto la Svizzera sia dipendente dall'estero e quanto possa essere difficile, in situazioni straordinarie, procurarsi rapidamente mezzi o pezzi di ricambio necessari, spiega la lucernese nel suo atto parlamentare. Le organizzazioni addette alla protezione della popolazione devono quindi poter ricorrere a tecnologie svizzere e a mezzi di informazione e di comunicazione svizzeri per garantire in maniera duratura l'indipendenza della Confederazione e la cibersicurezza. Tali organizzazioni devono poter comunicare in maniera sicura.

Già oggi le aziende svizzere possono essere privilegiate, ha replicato la consigliera federale Viola Amherd, ricordando come questa possibilità sia prevista dalla riveduta legge sugli appalti pubblici (LAPub) entrata in vigore il 1° gennaio dello scorso anno. Una completa indipendenza dall'estero non è invece un obiettivo realistico: per alcuni sistemi e tecnologie, attualmente in Svizzera non esistono produttori, ha precisato, invano, la responsabile del Dipartimento della difesa (DDPS).

La mozione passa ora al vaglio degli Consiglio degli Stati.