Oggi per acquistare una casa è meglio essere ricchi o disporre di un'eredità piuttosto che essere un lavoratore o un risparmiatore, ha spiegato il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VD). Nel 2012 la FINMA ha infatti modificato le disposizioni relative al prelievo dal Secondo pilastro in modo da rendere più difficile l'acquisto di un'abitazione, ha ricordato il vallesano.
Tali restrizioni colpiscono in particolare le persone tra i 35 e i 45 anni, che hanno lavorato come salariati, che hanno messo da parte i soldi attraverso la loro cassa pensioni e che non possono più accedere alla proprietà come prima, ha spiegato Nantermod. Le nuove regole della FINMA limitano infatti il prelievo del Secondo pilatro alla metà dell'investimento previsto.
La quota minima di fondi propri attualmente richiesta al di fuori del Secondo pilastro garantisce, sotto forma di cuscinetto, la possibilità di assorbire una determinata perdita di valore dell'immobile, ha replicato il consigliere federale Ueli Maurer. Si tratta insomma di identificare il rischio: utilizzare tutto i capitale sarebbe pericoloso, per l'acquirente, per le banche e per lo Stato, ha spiegato.
L'abolizione della quota minima di fondi propri al di fuori del Secondo pilastro farebbe inoltre aumentare di domanda di residenze proprie. La conseguenza? Un nuovo aumento dei prezzi delle abitazioni di proprietà, ha precisato, invano, il consigliere federale democentrista che ha ricordato come esistano altri strumenti per promuovere l'accesso alla proprietà, come il Terzo pilastro e le deduzioni fiscali.
L'atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati.