Cosciente di questa spada di Damocle che si erge sul Paese, il Consiglio nazionale, nonostante l'opposizione dell'UDC, ha approvato oggi la legge urgente, e il relativo decreto da 10 miliardi di franchi, che consente al Consiglio federale di "salvare" le aziende in difficoltà per mancanza di liquidità a corto termine mettendo a disposizione prestiti rimborsabili. Il dossier ritorna agli Stati per le divergenze: la legge, che sostituisce un'ordinanza, entrerà in vigore non appena le due camere avranno concesso l'urgenza.
La discussione in aula sul progetto, già trattato in giugno alla camera dei Cantoni, cade quando il governo è già stato costretto ad intervenire concedendo, mediante un'ordinanza di necessità, una linea di credito di 4 miliardi ad Axpo, una delle tre aziende accanto ad Alpiq e BKW considerate di importanza sistemica per l'approvvigionamento del paese in elettricità.
I prezzi della corrente, saliti alle stelle a causa della guerra in Ucraina e ai lavori di manutenzione alle centrali atomiche francesi, stanno mettendo in difficoltà le società attive in questo settore; queste ultime hanno bisogno di importanti somme di denaro quale garanzia per poter operare sul mercato internazionale dell'elettricità, somme che le banche non possono mettere a disposizione in tempi brevi. Da qui la decisione dell'esecutivo di un paracadute di emergenza, sull'esempio di quanto già fatto da altri paesi europei alle prese con gli stessi problemi.
Considerata la posta in gioco, ossia evitare interruzioni di corrente e black-out, il "sì" della camera era scontato. Tuttavia, il dibattito odierno è stato un assaggio di quanto accadrà la terza settimana dei lavori, quando il salvataggio della stessa Axpo sarà oggetto di una sessione straordinaria chiesta dall'UDC.
Oggi diversi esponenti democentristi hanno approfittato dell'occasione per criticare aspramente la strategia energetica del governo e la ministra socialista Simonetta Sommaruga - che punta all'abbandono del nucleare e all'ampliamento delle energie rinnovabili - a loro avviso corresponsabile della situazione di crisi attuale, se non la principale responsabile. Una strategia intrisa di ideologia, avulsa dalla realtà, che sta portando il paese contro un muro, stando agli UDC, che non fanno mistero di voler rispolverare il nucleare, un vettore energetico a loro dire sicuro e pulito. Il risultato di questa fuga in avanti della sinistra? Docce in comune per risparmiare energia in vista di un inverno che si annuncia difficile, hanno ironizzato alcuni.
Diversa la lettura di quanto sta succedendo da parte degli altri partiti, soprattutto il campo rosso-verde, secondo i quali la situazione attuale di alti prezzi e di penuria di gas, importante per la produzione di corrente, è dovuta invece a una transizione energetica titubante che ci fa dipendere dall'estero per l'approvvigionamento di energia: di elettricità, ma anche petrolio e gas, per non parlare del combustibile nucleare russo. Per la sinistra la soluzione del problema passa anche da un intervento a livello di mercato, che nella crisi odierna ha evidenziato limiti evidenti.
Nel suo intervento Simonetta Sommaruga ha sostenuto che non serve a nulla cercare adesso un "colpevole" per la situazione attuale, ma che bisogna invece assicurarsi, anche se la soluzione può sembrare non ideale, di evitare interruzioni nella fornitura di elettricità e ciò per evitare il peggio. La legge, ha ricordato la "ministra" bernese, prevede un intervento sussidiario della Confederazione a severe condizioni, simili a quelle imposte da altri governi europei ai loro produttori di elettricità. Insomma, siamo davanti a un problema urgente che richiede l'aiuto di tutti, ha aggiunto Sommaruga.