(ats) Senza sorprese, seguendo la raccomandazione della sua commissione preparatoria, il Consiglio nazionale, dopo gli Stati nel dicembre scorso, ha respinto per 107 voti a 87 l'iniziativa per i ghiacciai e il controprogetto diretto del Consiglio federale. In questo modo intende rafforzare il controprogetto indiretto che il Parlamento ha adottato in settembre e sul quale il popolo è chiamato ad esprimersi il prossimo 18 di giugno.

La legge federale uscita dalle deliberazioni sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l'innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica, approvata a grande maggioranza dal Parlamento, riprende gli elementi centrali dell'iniziativa per i ghiacciai, è stato ricordato in aula.

Rispetto al controprogetto diretto, che prevede una modifica costituzionale, quello indiretto interviene a livello di legge e ha il vantaggio di non limitarsi a sancire il principio secondo cui la Svizzera entro il 2050 deve realizzare l'obiettivo della neutralità climatica ma prevede anche misure concrete a tal scopo, in particolare un sostegno finanziario per la sostituzione di impianti di riscaldamento e la promozione di nuove tecnologie.

Il Parlamento è convinto che il controprogetto indiretto favorirà l'obiettivo delle zero emissioni nette di gas serra. Per gli stessi motivi il 5 ottobre scorso il comitato d'iniziativa ha deciso il ritiro condizionato dell'iniziativa a favore del controprogetto indiretto, sempre che quest'ultimo entri in vigore. L'11 ottobre scorso, l'UDC ha infatti lanciato il referendum - riuscito - contro questa legge.

Stando al Parlamento, il vantaggio del controprogetto indiretto consiste anche nel fatto che, qualora il popolo dovesse approvare il controprogetto indiretto contro il volere dell'UDC, la nuova legge potrebbe entrare in vigore rapidamente.