(ats) In caso di penuria di elettricità o gas, le imprese svizzere dovrebbero essere in grado di impiegare più facilmente i propri dipendenti la notte e la domenica. Con 109 voti contro 72 e 8 astenuti, il Consiglio nazionale ha adottato oggi una mozione che chiede una flessibilizzazione temporanea della legge sul lavoro. Anche gli Stati si erano già espressi in tal senso.

Secondo l'autrice del testo, Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), le aziende devono potersi adeguare qualora fossero decisi contingentamenti di gas o di energia elettrica. Si tratta di evitare la disoccupazione parziale o altri danni economici. La "senatrice" lucernese chiede quindi di poter proseguire la produzione di notte o di domenica.

Una tale flessibilizzazione non sarà necessaria quest'inverno, ma è necessario prepararsi per la prossima stagione invernale, ha rilevato Petra Gössi (PLR/SZ) a nome della commissione. La sinistra, e taluni deputati del Centro, hanno tentato invano di opporsi a un tale allentamento della legge sul lavoro. "La mozione vuole risolvere un problema che non esiste", ha dichiarato Cédric Wermuth (PS/AG). A suo parere, le possibilità offerte dalla legislazione attuale sul lavoro notturno e domenicale sono sufficienti.

Legge abbastanza flessibile

Anche il Consiglio federale si è opposto, inutilmente, alla proposta con motivazioni simili. È già possibile lavorare la notte e la domenica senza autorizzazione per un periodo di sei mesi, ha ricordato il ministro dell'economia Guy Parmelin.

Se ciò dovesse essere insufficiente, ad esempio in caso di contingentamento dell'energia, i cantoni avrebbero allora la possibilità di concedere autorizzazioni relative alla durata del lavoro per sei mesi al massimo. La Segreteria di Stato dell'economia fornirebbe un permesso ad hoc.

Ma, al voto, la maggioranza borghese non lo ha sostenuto e si è espressa a favore di una flessibilizzazione temporanea. Secondo UDC e PLR, è necessaria una preparazione lungimirante delle basi legali, affinché il Consiglio federale non debba ricorrere alle sue competenze in materia di diritto di necessità in una situazione di crisi.