Questi centri dovranno fornire alle vittime un primo soccorso medico e psicologico e un sostegno professionale completo, ossia il trattamento di eventuali ferite, la gestione dei traumi e la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta di un aiuto che raramente trovano, sostengono le due deputate. Le tracce delle violenze subite saranno documentate e custodite da un medico legale in modo che le vittime possano decidere, una volta superato lo choc, se sporgere o meno denuncia.
Carlo Sommaruga (PS/GE), intervenendo a nome della commissione, ha sottolineato che affidare questo compito alla medicina legale aumenta le possibilità di utilizzare le tracce in un eventuale procedimento penale. I centri già operanti da anni nei cantoni di Vaud e Berna sono un buon modello e hanno dimostrato la loro validità, ha aggiunto. Ogni cantone, o almeno ogni regione, dovrebbe avere una struttura di questo tipo.
Il Consiglio degli Stati ha già adottato una mozione simile di Marina Carobbio (PS/TI) nel marzo 2022. Il Consiglio nazionale se ne occuperà giovedì prossimo.