In merito alla legge sull'infrastruttura finanziaria, il disegno introduce una nuova disposizione penale riguardante la violazione dell'obbligo di pubblicare un prospetto e un annuncio veritieri e completi.
Concretamente, chi intenzionalmente fornirà nel prospetto o nell'annuncio indicazioni non veritiere o incomplete potrebbe essere punito con una multa fino a 500 mila franchi. Se si agisce per negligenza, la sanzione potrà raggiungere i 150 mila franchi.
Un'eccezione per l'Ucraina?
Molto attesa l'iniziativa parlamentare che propone di introdurre un'eccezione nella legge sul materiale bellico affinché sia possibile riesportare armi svizzere verso l'Ucraina, paese in guerra dopo essere stato invaso dalla Russia. Tale eccezione si riferisce solo a questo conflitto.
Finora tutti i tentativi esperiti per modificare la legge sul materiale bellico per consentire la riesportazione di armi prodotte in Svizzera o sono falliti oppure hanno prodotto risultati simbolici.
Il 6 marzo scorso, per esempio, il Consiglio degli Stati ha bocciato per 23 voti a 18 e 2 astenuti una mozione del "senatore" Thierry Burkart (PLR/AG) che intendeva edulcorare le attuali disposizioni di legge circa la cessione di armi all'estero. Per la camera dei cantoni, la legge in materia non va modificata nemmeno per consentire a Paesi che condividono i nostri valori di riesportare materiale bellico elvetico verso paesi aggrediti come l'Ucraina.
La mozione del presidente del PLR era la risposta alla richiesta di vari Stati europei - come la Germania, la Danimarca o la Spagna - al Consiglio federale di poter riesportare verso l'Ucraina armi prodotte da aziende operanti nella Confederazione.
Due giorni dopo, il Consiglio nazionale ha invece approvato una mozione (98 voti a 96 e 2 astensioni) che consente la riesportazione di armi solo se il Consiglio di sicurezza dell'ONU dichiara in una risoluzione una violazione del divieto dell'uso della forza ai sensi del diritto internazionale. Tenuto conto del diritto di veto dei cinque membri permanenti, come la Russia, un atto puramente simbolico.
Sempre nel corso di quella seduta, il plenum ha tuttavia respinto una seconda parte dell'atto parlamentare - 117 voti a 78 - che avrebbe consentito al Consiglio federale di revocare il divieto di riesportazione anche nel caso in cui l'Assemblea generale delle Nazioni Unite avesse riscontrato, con una maggioranza di due terzi, una violazione del divieto internazionale sull'uso della forza. In questo caso, stando alla mozione, il governo avrebbe potuto mantenere l'interdizione di riesportazione se l'abrogazione dovesse pregiudicare un interesse prioritario della politica estera svizzera.