Soprattutto in inverno, l'elettricità in Svizzera scarseggia. Da qui la decisione di elaborare un pacchetto legislativo allo scopo di scongiurare al più presto il pericolo di carenza di energia, ha spiegato il consigliere federale Albert Rösti.
Già lo scorso settembre, il governo aveva abbassato per sette mesi i deflussi residuali - ovvero la quantità minima di acqua che deve rimanere nei fiumi - per permettere a talune centrali idroelettriche di disporre di una maggiore quantità d'acqua per la produzione di corrente, ha ricordato il ministro dell'energia.
Deflussi minimi
Oggi, durante le discussioni agli Stati, a tenere banco è stata proprio la questione dei deflussi minimi. Il Nazionale aveva deciso una loro sospensione fino al 31 dicembre 2035 in caso di approvazione di concessioni per centrali idroelettriche e di ampliamento o rinnovo delle stesse.
Gli Stati, che in prima lettura volevano mantenere le disposizioni attuali, hanno oggi approvato con un sol voto di scarto (quello decisivo della presidente della Camera) una proposta di compromesso di Stefan Engler (Centro/GR), che lascia un certo margine di manovra al Consiglio federale. Sarebbe così possibile, in taluni casi, continuare ad applicare le disposizioni sui deflussi residuali previsti dalla vecchia legge.
Nei prossimi 15-20 anni dovranno essere rinnovate le concessioni delle grandi centrali idroelettriche. Se si applicheranno le nuove disposizioni sui deflussi minimi si avrà un calo della produzione di elettricità di 1,9 fino a 4 Terawattora all'anno, è stato sottolineato in aula. "Se confermiamo la nostra decisione precedente, non sarà possibile raggiungere l'auspicato potenziamento delle energie rinnovabili", ha affermato Engler.
La sinistra si è mostrata scettica sulla proposta del grigionese. "Prima di votarla si sarebbe dovuto farla esaminare dalla commissione", ha sostenuto Roberto Zanetti (PS/SO). Per Lisa Mazzone (Verdi/GE), con l'emendamento i problemi all'agricoltura e all'approvvigionamento di acqua potabile causati dalla diminuzione del deflussi residuali non saranno risolti.
Nuovi impianti
Gli Stati si sono poi espressi sulle condizioni quadro relative ai nuovi impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici. I "senatori" hanno seguito il Nazionale decidendo che queste installazioni non potranno, come finora, essere realizzate nei biotopi d'importanza nazionale e nelle riserve per uccelli acquatici e di passo.
A questa regola le due Camere hanno introdotto una eccezione: tali impianti potranno essere realizzati in talune zone golenali proglaciali e pianure alluvionali alpine. I "senatori", con 25 voti a 17, hanno poi aggiunto un'ulteriore eccezione: nuovi impianti idroelettrici potranno essere costruiti anche quando il corso d'acqua situato a valle attraversa aree protette, se il torrente sottostà al regime del deflusso minimo.
Inutile l'opposizione della sinistra: Lisa Mazzone ha sostenuto come questa misura sottrarrà acqua ai biotopi che, sebbene rappresentino solo il 2,17% della superficie della nazionale, sono il "cuore della biodiversità". La ginevrina ha poi sottolineato che la Svizzera ha già perso il 90% di queste zone alluvionali.
Per il consigliere federale Albert Rösti questo pericolo non esiste: gli eventuali progetti dovranno infatti in ogni caso essere conformi alla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio. L'emendamento proposto permetterà invece una chiarificazione del diritto ed eviterà ritardi nelle procedure d'approvazione, ha aggiunto.
Obblighi solari
Fra le altre decisioni prese finora, spicca la bocciatura dell'obbligo, deciso dal Nazionale, di installare pannelli solari per tutte le nuove costruzioni e i grandi progetti di ristrutturazione e di rinnovamento. Si tratta, secondo il relatore commissionale Beat Rieder (Centro/VS), di un'ingerenza eccessiva nella proprietà privata e nella sovranità dei Cantoni.
Per gli Stati l'obbligo deve valere solo per i grandi nuovi immobili, ossia quelli che hanno una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati, così come prevedono le disposizioni urgenti - e quindi temporanee - in vigore dallo scorso anno. I Cantoni potranno però estendere tale obbligo agli edifici più piccoli.
Con 23 voti a 19, gli Stati hanno invece respinto l'obbligo proposto dal Nazionale di coprire con pannelli solari le superfici di parcheggio di veicoli a partire da una determinata dimensione. Per Albert Rösti, il fabbisogno immediato di impianti solari potrà essere soddisfatto anche senza queste esigenze, che oltretutto collidono con le competenze dei singoli Cantoni. Il ministro dell'energia si è anche chiesto se c'è abbastanza personale qualificato per realizzare quanto chiesto.
Nell'ambito della promozione delle energie rinnovabili, la Camera dei cantoni ha in seguito deciso di conferire al Consiglio federale la competenza di fissare, per gli impianti fino a 150 kW, retribuzioni minime per la restituzione al gestore della rete, in modo da creare sicurezza per gli investimenti anche negli impianti più piccoli e dunque più costosi. In compenso ha soppresso le disposizioni transitorie con retribuzioni fisse decise dal Nazionale, poiché gravano eccessivamente sui gestori di rete e sui consumatori di energia elettrica vincolati.
15+1 progetti prioritari
Uno degli obiettivi del pacchetto di misure in discussione è rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento durante la stagione invernale: entro il 2040 bisognerà aumentare la produzione di corrente da rinnovabili di almeno 6 Terawattora. Di questi, almeno due Terawattora dovranno essere disponibili in modo affidabile (leggi: idroelettrico).
Come noto, per riuscirci il Parlamento punta su quindici progetti di centrali idroelettriche già definiti da una tavola rotonda. Fra di loro figura l'innalzamento della diga del Lago del Sambuco in Valmaggia con l'annesso l'ampliamento della centrale di Peccia. Gli Stati hanno però aggiunto (con 20 contro 8 e 5 astenuti) anche l'impianto Chlus, in Prettigovia (GR).
I dibattiti sono stati interrotti alle 17.30. Perseguiranno in data da stabilirsi, ma ancora durante questa sessione estiva, ha precisato la presidente del Consiglio degli Stati Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG).