Nel suo atto parlamentare, il ticinese sostiene che "l'efficienza energetica, la riduzione delle emissioni di CO2 nonché il potenziale di produzione di energia rinnovabile dei numerosi edifici in PPP sono fondamentali per conseguire gli obiettivi della Strategia energetica 2050". Con la sua mozione Storni mira a semplificare le condizioni giuridiche, in particolare il quorum richiesto nelle assemblee dei comproprietari.
Il Consiglio federale era contrario alla mozione poiché, come spiegato da Elisabeth Baume-Schneider, la normativa vigente è ritenuta equilibrata: tiene conto della portata delle diverse misure edili e permette di conciliare gli opposti interessi. Occorre insomma lasciare i comproprietari decidere, nell'ambito della loro autonomia privata e nel rispetto delle collaudate regole in materia decisionale, ha aggiunto, invano, la ministra di giustizia e polizia.
La mozione passa ora al vaglio del Consiglio degli Stati.