(ats) I produttori di pannelli fotovoltaici devono essere tenuti a indicare il luogo di produzione delle celle solari. È quanto domanda una mozione di Rocco Cattaneo (PLR/TI), approvata oggi dal Consiglio nazionale per 159 voti a 25 (quatto astenuti).

La legge attuale prevede che la provenienza di un prodotto industriale corrisponda al luogo in cui è realizzato almeno il 60% dei suoi costi di produzione, ricorda il ticinese nel suo atto parlamentare. Per i pannelli, questo corrisponde di solito a dove vengono assemblate le celle. Nel caso di quelli venduti in Svizzera, spesso si tratta della Germania.

Tuttavia, l'elemento fondamentale ed essenziale dei pannelli sono le celle solari. Cattaneo chiede dunque che il venditore sia obbligato a dichiarare la loro provenienza, in modo che il cliente abbia tutte le informazioni per decidere quale prodotto acquistare, così come avviene ad esempio per cibo e vestiti.

Secondo Cattaneo, la maggior parte delle celle solari è di origine cinese, Paese in cui per la produzione solitamente si fa ricorso al carbone. Senza dimenticare, sottolinea il liberale radicale, che vengono anche sfruttati gli uiguri, una minoranza etnica discriminata, per questi lavori.

Scettico il governo, che raccomandava di bocciare la mozione. In Svizzera, l'indicazione del Paese di produzione è in linea di massima facoltativa, a meno che un disciplinamento speciale la dichiari obbligatoria, come per le derrate alimentari, precisa l'esecutivo.

Una regolamentazione di questo tipo andrebbe quindi respinta anche per ragioni di parità di trattamento: non vi è infatti motivo per applicare tale normativa agli impianti fotovoltaici e non ad altri beni industriali. I fabbricanti sono per contro liberi di indicare il Paese di produzione, ha affermato, non convincendo la Camera del popolo, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

L'oggetto sarà ora trattato dal Consiglio degli Stati.