(ats) Ai Cantoni non dovrebbe essere concessa una maggiore autonomia nel risarcire le vittime di reati. È quanto stabilito oggi dal Consiglio degli Stati che ha respinto una mozione del Consiglio nazionale, secondo cui gli importi previsti per le vittime sono troppo bassi.

Secondo la legge sull'assistenza alle vittime, il risarcimento dei danni morali è limitato a 70 mila franchi per la vittima e a 35 mila per un parente stretto. Questo aiuto viene erogato nei casi in cui l'autore del reato non sia in grado di pagare. In questi casi, interviene lo Stato.

Il Nazionale ha voluto concedere ai Cantoni una maggiore autonomia e la possibilità di pagare risarcimenti più elevati, sostenendo in particolare che gli importi riconosciuti per danni morali in Svizzera sono relativamente bassi rispetto ad altri Paesi, come la Francia.

Carlo Sommaruga (PS/GE), espressosi a nome di una minoranza della commissione preparatoria, ha sottolineato che importi massimi diversi per i vari Cantoni creano una disparità di trattamento tra le vittime del tutto inaccettabile.

Nel suo intervento, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, contraria alla mozione, ha ricordato che l'ultima revisione della legge ha tenuto conto di una richiesta urgente dei Cantoni volta a ridurre i costi che sostenevano nell'ambito dei risarcimenti per torto morale.