Con questa revisione, che passa ora agli Stati, il Governo intende anche regolamentare la pratica collaudata della gestione integrale dei rischi connessi ai pericoli naturali.
Legge attuale obsoleta
La legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua del 1991 è ormai obsoleta alla luce delle conoscenze acquisite e degli sviluppi intervenuti da allora. Con l'aumento dei rischi legati al cambiamento climatico e la crescente espansione degli insediamenti, l'attenzione si è spostata dalla difesa contro i pericoli naturali alla gestione integrale dei rischi, ha indicato Pierre-André Page (UDC/FR) a nome della commissione.
Questo approccio consente di limitare i rischi di piena con interventi di pianificazione e misure organizzative, biologiche e tecniche. La Confederazione contribuisce in ogni caso erogando sussidi. Oltre al ripristino periodico delle opere di protezione, la Confederazione parteciperà anche alla loro manutenzione, finanziata finora esclusivamente dai Cantoni.
Rischi maggiori
Già oggi, i rischi di piena sono elevati e aumenteranno in seguito al crescente sviluppo degli insediamenti urbani e a causa del cambiamento climatico. Di conseguenza, si prevedono eventi di ancora maggiore intensità, ha affermato il "ministro" dell'ambiente Albert Rösti.
Oltre a una valutazione complessiva della situazione di rischio, occorre anche costruire opere di protezione, curare il bosco di protezione e realizzare misure di pianificazione del territorio e organizzative, come ad esempio la pianificazione di emergenze.
L'adeguamento del quadro giuridico impone ai Cantoni di creare nuove basi, quali le panoramiche dei rischi, che comportano costi aggiuntivi esigui in termini di risorse finanziarie e umane. Poiché il nuovo paradigma prevede l'adozione di un insieme di misure, che coinvolge tutti i responsabili e tutti gli interessati, l'esecutivo intende sancire la gestione integrale dei rischi a livello di legge per consentire a Confederazione, Cantoni e Comuni di garantire a lungo termine la sicurezza dello spazio abitativo ed economico del Paese, ha precisato Rösti.
Costi più convenienti
La combinazione ottimale di un insieme di provvedimenti nel quadro della gestione integrale dei rischi consente in parte di rinunciare alla costruzione di opere di protezione costose o di ridimensionarle.
Il Nazionale ha oggi completato in un punto il progetto governativo. La Confederazione dovrà infatti cofinanziare durante cinque anni la manutenzione delle opere costruite di recente per la protezione delle acque. La partecipazione finanziaria della Confederazione si limita alla protezione contro le piene.
La sinistra avrebbe inoltre voluto precisare l'obiettivo della legge, ovvero mantenere o ristabilire le funzioni naturali dei corsi d'acqua. "Ci si ritrova con una revisione che non menziona in alcun momento le esigenze ecologiche" ha deplorato invano Christophe Clivaz (Verdi/VS). Ma l'ecologista vallesano non è riuscito a convincere il plenum, che ha respinto con 113 voti contro 65 e 1 astensione la sua proposta, ritenendola inutile.
L'oggetto passa ora al Consiglio degli Stati.