(ats) Il Consiglio federale dovrà condurre un esame approfondito sulla Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro in vista della sua approvazione. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale sostenendo tacitamente la decisione degli Stati di rinviare il dossier all'esecutivo.

La Convenzione, promossa nel 2019 in occasione del centenario dell'OIL, contiene la prima definizione di violenza e molestie nel mondo del lavoro riconosciuta a livello internazionale. Il testo prevede un divieto legale di questi fenomeni oltre che misure volte a prevenirli e misure di ricorso e risarcimento nonché di sostegno per le vittime.

Per il consigliere federale Guy Parmelin la legislazione svizzera rispetta in tutto e per tutto lo spirito della Convenzione. Una ratifica non impone nessun cambiamento alla nostra legislazione in materia di protezione dei lavoratori. L'esponente UDC in Governo ha poi sostenuto che una mancata ratifica metterebbe la Svizzera in difficoltà, specie quando si tratterà di negoziare nuovi accordi di libero scambio.

Al voto l'UDC si è opposta temendo le conseguenze che una ratifica avrebbe avuto sul diritto del lavoro in Svizzera. Per i democentristi, l'interpretazione della Convenzione potrebbe, in futuro, dare adito a richieste diverse e variate, rischiando di appesantire la legislazione elvetica in materia di lavoro.