Elaborato dopo il "no" incassato in votazione popolare nel giugno 2021, il progetto si riallaccia alla vigente legge sul CO2, prorogata dal Parlamento fino al 2024, e prevede misure per il periodo dal 2025 al 2030.
La revisione consente alla Confederazione di investire negli anni in questione complessivamente circa 4,1 miliardi di franchi nella protezione del clima. L'aliquota della tassa sui combustibili resterà invariata a 120 franchi per tonnellata di CO2, anche se la sinistra tenterà di aumentarne l'importo.
Nel dettaglio, il progetto si basa su incentivi, integrati da incoraggiamenti e investimenti mirati, nei settori dell'edilizia, dell'industria, della finanza e della mobilità. La revisione è "misurata" e si basa su "strumenti noti", senza introdurne di nuovi, ha dichiarato Stefan Müller-Altermatt (Centro/SO) a nome della commissione. Ha inoltre sottolineato che il progetto evita un vuoto normativo a partire dal 2025.
Il Consiglio federale rinuncia a nuove tasse e divieti. Questi erano stati criticati e avevano portato al "no" del popolo nel 2021.
Non abbastanza ambizioso
"Abbiamo il dovere di non ripetere gli stessi errori, ma anche di non perdere di vista l'obiettivo della legge", ha dichiarato Céline Weber (PS/VD). "Occorre fare urgentemente di più", le ha fatto eco Bastien Girod (Verdi/ZH).
C'è un obbligo di garantire un ambiente sostenibile per le generazioni future, ha aggiunto Gabriela Suter (PS/AG). La sinistra ha deplorato un progetto non abbastanza ambizioso e cercherà di spingersi più lontano.
Dimostrare pragmatismo
"Occorre davvero agire", ha dichiarato dal canto suo Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG). Ma il liberale-radicale ha invitato alla calma e al pragmatismo, sostenendo la necessità di "soluzioni socialmente ed economicamente sostenibili". La competitività della Svizzera non deve essere compromessa, ha affermato. L'Alleanza del Centro e l'UDC hanno condiviso questo punto di vista.
Anche il Consiglio federale è dello stesso parere. "In alcune regioni non si può fare a meno dell'auto", ha dichiarato il ministro dell'ambiente Albert Rösti, riferendosi al mancato aumento del prezzo della benzina.
Il progetto deve essere un "compromesso equilibrato, altrimenti corriamo il rischio che la popolazione dica "no" come nel 2021", ha sottolineato Christian Imark (UDC/SO). A suo avviso, la decarbonizzazione dovrà comportare un rafforzamento dell'approvvigionamento elettrico in inverno.
Il dibattito continua. In particolare, verrà discussa la questione di una tassa su alcuni voli di jet privati e d'affari, nonché la quota di emissioni di CO2 che la Svizzera deve ridurre al suo interno.