Questo era il punto più controverso della modifica del diritto penale minorile. In Nazionale nelle scorse sedute aveva per ben due volte chiesto di inasprire la pena e di portarla a sei anni. Tale decisione è però andata a cozzare contro l'opposizione del Consiglio degli Stati, che non ne ha mai voluto sentir parlare. E oggi, come detto, il Nazionale ha ceduto.
Nel breve dibattito odierno - solo quattro consiglieri nazionali e il ministro di giustizia e polizia Beat Jans hanno preso la parola - il relatore commissionale Beat Flach (PVL/AG) ha evocato come il ruolo principale del Codice penale minorile non sia la sanzione ma l'educazione.
Ringraziando i consiglieri nazionali per aver trovato un compromesso con i "senatori", Jans ha ricordato come la questione potrà essere esaminata in altra sede, grazie a un atto parlamentare già depositato dal consigliere agli Stati Stefan Engler (Cetnro /GR).
"Non abbiamo cambiato idea, ma accettiamo che la questione sia discussa più tardi", ha detto da parte sua Philipp Matthias Bregy (Centro/VS). In questo modo si potrà anche condurre una procedura di consultazione su questo aspetto, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Vincent Maitre (Centro/GE).
L'udc ha chiesto di agire senza indugio e di mantenere la divergenza: "la situazione attuale è preoccupante, la criminalità minorile è in aumento", ha sostenuto Nina Fehr Düsel (UDC/ZH). La risocializzazione è certamente lo scopo principale del diritto penale minorile, ma abbiamo bisogno anche di misure dissuasive, e questa ne è una, ha aggiunto, invano.
Da notare infine che nelle scorse sedute Consiglio nazionale e degli Stati si erano già accordati in merito alla possibilità in infliggere la pena dell'internamento per i minorenni fra i 16 e i 18 anni colpevoli di assassino. Oggi una volta scontata la pena, il condannato può essere liberato a 25 anni - 4 anni di pena massima cui si aggiungono le misure di protezione e risocializzazione, ndr. - senza che nessuno possa opporsi benché l'interessato possa risultare ancora pericoloso per la società, aveva sottolineato in una delle scorse sedute il "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR).