(ats) Via libera da parte del Consiglio nazionale - con 166 voti contro 25 - alla nuova la legge sui dati dei passeggeri aerei. Il suo obiettivo è migliorare lo scambio di informazioni tra Svizzera ed Europa. Lo scopo ultimo è la lotta alla criminalità e al terrorismo.

La base legale permetterà in particolare alla Svizzera di istituire un sistema nazionale per il trattamento dei dati dei viaggiatori - i cosiddetti "Passenger Name Record" (PNR) - che transitano in aereo, allineandosi così alla prassi già in vigore in molte altre nazioni.

Si tratta di uno strumento già in funzione in 70 paesi, tra cui tutti gli Stati membri dell'Unione europea, gli Stati Uniti e anche il Canada per combattere il terrorismo e gravi forme di criminalità. Gli Stati Uniti hanno iniziato a utilizzare questi dati in seguito agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, l'Unione europea a seguito degli attentati a Parigi nel 2015 e a Bruxelles nel 2016.

I dati in questione riportano sostanzialmente le informazioni fornite dai passeggeri alle compagnie di volo o alle agenzie di viaggio al momento della prenotazione, ovvero cognome, nome, indirizzo, numero di telefono, itinerario e numero di carta di credito.

Attualmente tuttavia la Svizzera non può fare appello al PNR. Mancano infatti le basi legali per farlo. Da qui la necessità di legiferare.

La nuova legge disciplina la comunicazione di queste informazioni alle autorità da parte delle compagnie aeree svizzere ed estere come pure il trattamento dei dati ai fini di garantire la sicurezza. In futuro i dati PNR saranno dunque trasmessi alla nuova unità d'informazione sui passeggeri (UIP) collocata in seno all'Ufficio federale di polizia (Fedpol). L'UIP svizzera dovrebbe essere istituita a partire dal 2025 e diventare operativa progressivamente dal 2026.

In assenza di un proprio sistema PNR, la Svizzera rischierebbe di rappresentare una falla per la sicurezza in Europa. Le persone che transitano in aereo per perseguire scopi criminali, potrebbero infatti raggiungere con un volo la Confederazione per poi proseguire il proprio viaggio all'interno dello spazio Schengen per via terrestre.

Ma non si tratta solo di sicurezza: questo scambio di dati ha anche un risvolto economico. Siccome sempre più Stati esigono la comunicazione di dati PNR le compagnie aeree svizzere rischierebbero venir penalizzate. La Confederazione potrebbe pertanto perdere, a medio e lungo termine, parzialmente o integralmente i suoi collegamenti aerei internazionali.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.