Si tratterebbe di un'eccezione, relativa ai casi in cui l'autore e la vittima hanno una relazione, e si estenderebbe a un periodo di un anno dopo la separazione.
Secondo la maggioranza del plenum, lo stalking, ossia il perseguitare, molestare o spiare ripetutamente una persona, è spesso legato alla violenza domestica e la stessa regola si applica, ad esempio, alla semplice aggressione. Le vittime sono spesso spinte a non sporgere denuncia.
Nella sessione invernale gli Stati si erano espressi contro tale eccezione e anche il Consiglio federale era contrario. "Non dovrebbe essere possibile per l'autore del reato costringere la vittima a un procedimento penale che non vuole", ha argomentato invano il ministro di giustizia Beat Jans.
Il Nazionale si è invece allineato agli Stati in merito a una seconda divergenza: dovrebbe essere sufficiente che un comportamento sia in grado di limitare significativamente la libertà di vita di qualcuno, per essere punito. Non dovrebbe invece essere necessario dimostrare che questo sia effettivamente il caso sulla vittima per essere punito, come previsto in origine dal progetto.
Il dossier torna agli Stati.