(ats) Il Consiglio federale non deve ridurre di un quarto le commissioni extraparlamentari. Il Consiglio degli Stati ha respinto oggi una mozione del Nazionale con 23 voti contro 19. La Camera dei cantoni ha ritenuto sufficienti il taglio già effettuato e la verifica costante della loro utilità.

Oltre alla diminuzione richiesta, la mozione critica anche il funzionamento e i costi delle commissioni extraparlamentari, ha spiegato Tiana Angelina Moser (PVL/ZH) a nome della commissione. Tuttavia, una perizia giunge alla conclusione che altri specialisti esterni non potrebbero svolgere tali compiti in modo altrettanto efficiente ed economico.

Inoltre, il Consiglio federale ha già abolito 15 di queste commissioni, cosicché attualmente ne esistono ancora 104. Ogni quattro anni viene effettuata una verifica. Il cancelliere della Confederazione Viktor Rossi ha spiegato che tale verifica è stata anticipata. Entro la fine dell'anno il Consiglio federale disporrà di un elenco definitivo. Dal 2009, ha aggiunto, il 20% delle commissioni è stato soppresso.

Per di più, non esistono solo commissioni extraparlamentari consultive, ma anche commissioni amministrative. Rossi ha citato come esempi la Commissione federale delle case da gioco e il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI).

Il Cancelliere della Confederazione si è inoltre opposto alla richiesta di sopprimere in modo forfettario il 25% delle commissioni. Quelle consultive extraparlamentari rappresentano per l'amministrazione un modo economico per avvalersi di competenze specialistiche esterne.

Dal canto suo, la "senatrice" Esther Friedli (UDC/SG) ha difeso la mozione sostenendo che molte di queste commissioni devono essere "seriamente riconsiderate". Alcune di esse non fornirebbero consulenza al Consiglio federale, ma svolgerebbero attività di lobbying in Parlamento. Ma la maggioranza della Camera non l'ha seguita e la mozione è stata definitivamente affossata.