(ats) Riprendono stamane i lavori parlamentari. Al Consiglio nazionale (che si riunirà anche nel pomeriggio), tre iniziative popolari occuperanno i deputati: l'iniziativa "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi", quella sul denaro contante e quella sulle pellicce.

Per quanto attiene all'iniziativa del Centro contro la penalizzazione fiscale del matrimonio, il plenum proseguirà il lungo dibattito - circa sei ore di discussione - iniziato lunedì sera. Alla sospensione dei lavori, l'esito rimane incerto, anche se si delinea una lieve tendenza verso il "no".

Nel corso delle discussioni, sono riemerse posizioni note, già espresse in precedenti dibattiti. Lo scontro resta profondamente ideologico: la proposta di modifica costituzionale riguarda solo l'imposta federale diretta e stabilisce il cumulo dei redditi dei coniugi nella dichiarazione fiscale. Ciò esclude il passaggio all'imposizione individuale.

Anche oggi il voto si preannuncia serrato: al Nazionale l'imposizione individuale era passata per pochi voti di scarto (5), agli Stati (uno solo), mentre l'iniziativa del Centro è stata bocciata in commissione con 13 voti contro 12.

Denaro contante

In merito all'iniziativa popolare "Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote", lanciata dal Movimento svizzero per la libertà, oggi sia la Camera del popolo che quella dei Cantoni dovranno procedere soltanto alla votazione finale sul controprogetto diretto.

La settimana scorsa, il Nazionale si è allineato al Consiglio degli Stati adottando il controprogetto all'iniziativa "Il denaro contante è libertà", il quale prevede che il mantenimento di monete e banconote va iscritto nella Costituzione, così come anche il franco quale divisa nazionale.

La raccomandazione di voto negativa all'iniziativa era già stata decisa dai due rami del Parlamento, rispettivamente in marzo e in giugno.

Iniziative pellicce

In merito all'iniziativa popolare "Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali (Iniziativa pellicce)", il Consiglio federale propone di respingerla, opponendole un controprogetto indiretto: secondo il Governo, il transito e il commercio di pellicce e prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali va vietato.

Tuttavia il testo dell'iniziativa risulta problematico dal punto di vista del diritto commerciale, poiché il divieto previsto non poggia su norme internazionali. Inoltre, la Costituzione federale non costituisce il livello normativo appropriato per un tale divieto, che andrebbe piuttosto iscritto in una legge.

La nozione di "sofferenze inflitte agli animali" impiegata nel controprogetto si basa sui principi guida dell'Organizzazione mondiale della sanità animale.

Messaggio sull'esercito

Per quanto riguarda il Consiglio degli Stati, i dibattiti si concluderanno già alle 12.00 per permettere ai "senatori" la tradizionale uscita di metà sessione. Come detto, la Camera dei cantoni, come quella del popolo, deve innanzitutto procedere al voto finale sul controprogetto all'iniziativa sul denaro contante.

Gli Stati dovranno poi affrontare il Messaggio sull'esercito 2025. In giugno, il Consiglio nazionale aveva deciso che le forze armate non riceveranno un miliardo supplementare per l'acquisto di munizioni: con 97 voti contro 77 e 19 astenuti, la Camera del popolo aveva bocciato questa aggiunta, proposta dalla sua Commissione della politica di sicurezza.

Ma, in luglio, la competente commissione degli Stati ha riproposto - seppur di misura - la versione secondo cui l'esercito svizzero dovrebbe disporre di un miliardo di franchi in più per le munizioni destinate ai sistemi di difesa terra-aria (DTA). La maggioranza ritiene che la Svizzera debba essere in grado di concludere i contratti in tempo utile e possa assicurarsi tempestivamente le relative forniture. Viene in particolare sottolineata l'attuale minaccia e le strozzature nel mercato degli armamenti.

Come spesso accade quando si parla di esercito, il dibattito si preannuncia ideologico. Le opinioni sono assai divergenti, tra chi vede nella preparazione militare una necessità urgente e chi la considera un'esagerazione fuori contesto.

In seguito, i "senatori" esamineranno diversi atti parlamentari riguardanti il Dipartimento della difesa, della protezione del cittadino e dello sport (DDPS).