Il "senatore" ginevrino ha motivato la sua richiesta sostenendo che i farmaci generici in Svizzera sono notevolmente più costosi che all'estero. Ciò comporta un aumento dei costi sanitari e dei premi delle casse malati, a suo parere. Nella sua mozione ha espressamente chiesto che fossero presi in considerazione anche gli aspetti relativi alla sicurezza.
A nome del Consiglio federale, la "ministra" della sanità Elisabeth Baume-Schneider ha però fatto notare, invano, che le importazioni parallele sono già possibili oggi, ma a determinate condizioni.
Inoltre, ha messo in guardia dagli effetti negativi sulla sicurezza dell'approvvigionamento se i produttori non avessero più alcun incentivo a richiedere l'autorizzazione per i loro preparati in Svizzera. Ciò comporterebbe il rischio di ritiri dal mercato, stando alla consigliera federale giurassiana.