Per l'ecologista ticinese Greta Gysin, il governo di nove membri sarebbe maggiormente in grado di fronteggiare l'enorme mole di lavoro cui è soggetto e rappresentare al meglio le minoranze linguistiche e regionali, per non parlare delle nuove forze politiche del Paese.
Attualmente, invece, nel governo siedono sette membri, esattamente come nel 1848, quando è stato fondato lo Stato federale. Da allora la Svizzera è profondamente cambiata, diventando uno dei paesi più globalizzati al mondo, mentre le sfide cui deve fare fronte si sono moltiplicate, diventando anche sempre più complesse.
Argomentazioni, quest'ultime, che non hanno convinto la maggioranza del plenum, secondo cui l'attuale composizione del governo è garanzia di stabilità. Un maggior numero di "ministri", ha affermato, Philippe Nantermod (PLR/VS), rischia di accentuare la "dipartimentalizzazione" e causare un altro aumento dei costi dell'amministrazione. L'esecutivo non è fatto per rappresentare tutta la popolazione come vorrebbe l'iniziativa, bensì per decidere collegialmente, ha aggiunto il vallesano. Finora, inoltre, l'attuale composizione del Consiglio federale ha dato buona prova di sé.