La Commissione approva all'unanimità un accordo concluso con la Francia al fine di semplificare le procedure di estradizione. Ritiene inoltre che, dopo la revisione, le disposizioni del Codice penale relative al divieto di esercitare una professione sono sufficienti per evitare che persone che hanno commesso crimini o delitti siedano in consigli di amministrazione.

La Commissione ha approvato all'unanimità l'Accordo firmato dal Consiglio federale con la Francia al fine di semplificare e accelerare le procedure di estradizione tra i due Paesi quando le persone ricercate acconsentono all'estradizione e lo Stato richiesto dà il suo accordo 03.062 n Procedura di estradizione. Accordo con la Repubblica francese). L'Accordo completa la Convenzione europea di estradizione. Gli accordi di questo genere permettono di rafforzare i meccanismi di cooperazione giudiziaria in materia penale in Europa.

La Commissione ha deciso con 14 voti contro 9 di togliere di ruolo un'iniziativa parlamentare (01.412 Iv.pa. Eleggibilità nei consigli di amministrazione) che chiede di iscrivere nel Codice delle obbligazioni l'ineleggibilità nel consiglio di amministrazione di una società anonima di persone riconosciute colpevoli di crimini o delitti nel fallimento e nell'esecuzione di debiti conformemente al Codice penale (CP). Essa ritiene che l'obiettivo perseguito con l'iniziativa è raggiunto dal nuovo articolo 67 CP (che entrerà in vigore verosimilmente il 1.1.2006) relativo al divieto di esercitare una professione. L'articolo prevede che se una persona ha commesso un crimine o un delitto nell'esercizio di una professione ed è stata condannata per questa infrazione a una pena privativa della libertà superiore ai sei mesi, il giudice può vietarle l'esercizio di questa attività o di attività simili per una durata compresa tra i sei mesi e i cinque anni. Visto il suo carattere generale, la disposizione copre fattispecie che non vengono prese in considerazione dal testo dell'iniziativa parlamentare. Una minoranza della Commissione ritiene che l'adempimento di quest'iniziativa deve essere esaminato non soltanto sotto il profilo del diritto penale bensì anche nell'ambito dei lavori in corso relativi al governo di imprese.

Con 14 voti contro 4 e 3 astensioni la Commissione propone di non dar seguito all'iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Abate volta a introdurre una nuova disposizione penale in caso di catastrofe provocata da un incidente della circolazione (03.433). La Commissione ritiene che le vigenti disposizioni del diritto penale prevedono già sanzioni adeguate per i comportamenti reprensibili che sono all'origine di gravi incidenti della circolazione.

La Commissione si è riunita a Berna il 1° e il 2 aprile 2004, sotto la presidenza del consigliere nazionale Luzi Stamm (AG/UDC) e in parte alla presenza del consigliere federale Christoph Blocher.

Berna, 02.04.2004    Servizi del Parlamento