L’articolo costituzionale concernente la ricerca sull'essere umano ha superato il primo ostacolo: la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha approvato il disegno del Consiglio federale dopo aver apportato leggere modifiche. Dopo aver cominciato l’esame della legge sulla promozione della cultura, la CSEC-N ha inoltre deciso di proporre di integrarvi la legge  Pro Helvetia.

La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) si è occupata per la seconda volta dell’articolo costituzionale concernente la ricerca sull'essere umano ( 07.072 n), disposizione elaborata dal Consiglio federale su mandato di entrambe le Camere. Detto articolo rappresenta la base per la regolamentazione uniforme della ricerca sull'essere umano a livello nazionale. Il disegno presentato al Parlamento dal Consiglio federale enuncia i principi direttori che disciplinano la ricerca in tale settore e sui quali si baserà la legge sulla ricerca umana; quest'ultima sarà sottoposta al Parlamento verosimilmente nell'autunno 2008.

Con 13 voti contro 10 e nessuna astensione, la CSEC-N ha approvato il disegno del Consiglio federale in una versione leggermente modificata rispetto a quella della sua seduta precedente. L’articolo costituzionale precisa che le disposizioni concernenti la ricerca sull'essere umano hanno effetto soltanto se la ricerca entra in conflitto con la protezione della dignità umana (la Commissione ritiene tuttavia che sarebbe inopportuno limitare esplicitamente la portata di tale articolo alla ricerca biomedica). Il testo approvato dalla CSEC-N sottolinea inoltre l’obbligo di garantire la libertà della ricerca e l’importanza della ricerca per la salute e la società. La Commissione tiene così in considerazione l'importante ruolo svolto dalla ricerca in Svizzera sia a livello di grandi imprese che a livello di PMI. La differenza rispetto al disegno del Consiglio federale sta nella menzione espressa della possibilità di realizzare un progetto di ricerca se il consenso è stato dato da un rappresentante designato dalla legge.

Con 13 voti contro 10, la Commissione ha respinto una proposta volta a ridurre l’articolo costituzionale a una semplice norma di competenza che, come prevedeva il capoverso 1 del disegno del Consiglio federale, abilitava semplicemente la Confederazione a emanare disposizioni in materia di ricerca sull'essere umano volte a proteggere la dignità umana e a garantire la libertà della ricerca. Secondo questa stessa proposta la Confederazione avrebbe dovuto fissare in una legge i veri e propri principi della ricerca sull'essere umano. Con 16 voti contro 7, la Commissione ha inoltre respinto una proposta volta a vietare la ricerca sulle persone incapaci di discernimento, lasciando alla legge il compito di prevedere eccezioni. La maggioranza della Commissione ha sottolineato che è impossibile rinunciare alla ricerca sulle persone incapaci di discernimento (segnatamente bambini o adulti dementi), poiché tale rinuncia condannerebbe questa categoria, che necessita invece una protezione particolare, a non beneficiare pienamente dei progressi della medicina. La maggioranza ha tuttavia riaffermato che i rischi e gli inconvenienti di questi progetti devono essere limitati al massimo. Questo dossier sarà esaminato dal Consiglio nazionale verosimilmente nella sessione estiva 2008.

Dopo aver deciso di entrare in materia sul disegno di legge sulla promozione della cultura (LPCu; 07.043 n), il 22 febbraio 2008, i membri della CSEC-N hanno adesso approvato, con 12 voti contro 11, l’idea di integrare la legge Pro Helvetia alla LPCu (LPH; 07.044 n) al fine di ottenere un testo unico. La maggioranza della Commissione vuole in tal modo evitare la dispersione degli attori culturali federali, ma anche garantire l'efficacia dei promotori della cultura in seno alla Confederazione. La deliberazione di dettaglio è stata soprattutto incentrata sugli obiettivi della legge, in particolare sulla regolamentazione della sicurezza sociale degli operatori di cultura. La Commissione ritiene tuttavia che la LPCu non rappresenti la base legale adeguata per disciplinare gli aspetti concernenti la previdenza professionale. La CSEC-N proseguirà i lavori nella prossima seduta.

Infine la consigliera federale Doris Leuthard ha informato la Commissione del bilancio stilato dal Consiglio federale in occasione dei dieci anni dalla fondazione delle scuole universitarie professionali svizzere. La responsabile del Dipartimento federale dell'economia ha sottolineato l’evoluzione globalmente positiva di questi istituti, pur riconoscendo la necessità di perfezionare l'efficacia  del sistema; si tratterebbe in particolare di sospendere gli aiuti federali ai cicli di studio che hanno un numero troppo esigui di studenti. Doris Leuthard ha inoltre annunciato che il Consiglio federale si aspetta da due istituti un miglioramento della struttura organizzativa e l'adeguamento alle direttive vigenti.

La Commissione si è riunita a Berna il 10 e l'11 aprile 2008, sotto la presidenza della consigliera nazionale Josiane Aubert (PS/VD). I consiglieri federali Pascal Couchepin e Doris Leuthard hanno assistito a parte della seduta.

 Berna, 11 aprile 2008 Servizi del Parlamento