1. Politica della Svizzera in relazione ai recenti sviluppi nell'Africa del Nord
La Commissione si è informata sulla situazione in Africa del Nord e, in particolare, sui recenti sviluppi in Libia. In tale contesto, ha preso atto delle priorità e delle misure del Consiglio federale nei settori dell'aiuto umanitario, del consolidamento dei diritti democratici e dei flussi migratori. In seguito, la discussione ha riguardato l'autorizzazione data dal Consiglio federale a un convoglio militare di attraversare il territorio svizzero. Il dibattito era incentrato sulla questione se questa autorizzazione violasse o no la neutralità della Svizzera.
Secondo la maggioranza dei membri della Commissione, il transito del convoglio è compatibile con la neutralità della Svizzera in quanto risponde all'attuazione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'ONU che si prefigge di proteggere la popolazione civile in Libia e di far rispettare il divieto di sorvolo dello spazio aereo libico. La maggioranza ha ricordato il principio secondo cui la Svizzera, in quanto membro dell'ONU, è tenuta ad applicare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza intese a impedire o a risolvere i conflitti violenti, e in questo senso non viola il diritto della neutralità. Alcuni membri della Commissione erano per contro del parere che il sostegno della Svizzera a operazioni militari ne violasse la neutralità, anche quando tali operazioni si fondano su una risoluzione dell'ONU. Altri membri della Commissione hanno messo in dubbio la legittimità dell'azione militare in Libia, ritenendo che il mandato dell'ONU fosse stato oltrepassato. I pareri erano discordi anche sulla questione della conformità delle esportazioni d'armi nei Paesi di questa regione con il diritto della neutralità. La Commissione ha infine respinto, con 13 voti contro 7 e 4 astensioni, una proposta di mozione commissionale che chiedeva al Consiglio federale il divieto immediato di far transitare truppe straniere in Svizzera.
2. Posizione della Svizzera nei confronti degli averi dei potentati. Audizioni
La CPE-N ha approfondito la questione della posizione della Svizzera relativa agli averi dei potentati insieme ai membri della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N). La Commissione aveva deciso di procedere ad audizioni in seguito a decisioni del Consiglio federale delle scorse settimane intese a bloccare gli averi di persone appartenenti alla cerchia dei governi tunisino, egiziano, libico e ivoriano. In presenza di esperti dell'Amministrazione federale, del Ministero pubblico della Confederazione e dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), le due commissioni si sono occupate delle basi legali relative alla lotta contro il riciclaggio di denaro e alla restituzione degli averi di provenienza illecita, nonché della loro attuazione.
I membri della Commissione si sono informati sugli strumenti di cui dispone la Svizzera per premunirsi contro il deposito di fondi acquisiti illecitamente. Si sono inoltre interessati della cooperazione tra i vari servizi che si occupano del blocco o del ritiro e della restituzione di tali averi. Oggetto di discussione erano inoltre le norme internazionali in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro, l'obbligo di diligenza degli intermediari finanziari e il controllo del rispetto di tali obblighi.
3. 10.098s Partecipazione della Svizzera alla KFOR. Proroga dell'impiego della Swisscoy
10.099s Promozione civile della pace nell'ambito del DDPS. Credito quadro 2012-2015
10.095s Promozione civile della pace. Credito quadro 2012-2015 per tre Centri ginevrini
Nell'ambito di una procedura di corapporto all'attenzione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N), la CPE-N si è occupata della partecipazione della Svizzera alla Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo (KFOR) e di due crediti quadro destinati a finanziare la promozione civile della pace.
Per quanto riguarda la proroga dell'impiego della Swisscoy (10.098), la CPE-N raccomanda di aderire al progetto del Consiglio federale e di continuare a impiegare l'Esercito svizzero per appoggiare la KFOR almeno fino alla fine del 2014. La maggioranza della Commissione ritiene che migliorare la situazione in materia di sicurezza in Kosovo continua a rivestire un interesse elevato per la Svizzera e che la presenza della KFOR rimane indispensabile per garantire la stabilità nella regione. Una proposta che chiedeva di concludere il mandato della Swisscoy il 31 dicembre 2011 è stata respinta dalla Commissione con 14 voti contro 9. Anche altre tre proposte intese a limitare il contingente e l'aumento dell'effettivo nonché ad adottare uno scenario di ritirata del contingente svizzero per il 2014 sono state respinte, tutte con 14 voti contro 3 e 7 astensioni.
La Commissione si è inoltre occupata del finanziamento dei tre centri ginevrini (Centro per la politica della sicurezza, Centro internazionale per lo sminamento a scopo umanitario, Centro per il controllo democratico delle forze armate) e del Centro di ricerca in materia di politica di sicurezza del Politecnico federale di Zurigo. La maggioranza della CPE-N raccomanda alla CPS-N di aderire alle decisioni del Consiglio degli Stati concernenti gli oggetti menzionati. Diverse proposte volte a ridurre o ad aumentare i contributi non hanno incontrato l'approvazione della maggioranza.
4. 10.096s Cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali. Protocollo aggiuntivo
Il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione quadro del 21 maggio 1980 sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali relativo ai Gruppi euroregionali di cooperazione (GEC) si prefigge di consolidare il quadro giuridico multilaterale del Consiglio d'Europa nell'ambito della cooperazione transfrontaliera e interterritoriale.
La CPE-N ha approvato il Protocollo aggiuntivo con 16 voti contro 5 e 3 astensioni. La maggioranza della Commissione accoglie con favore il Protocollo che completa il quadro giuridico esistente e lo considera un'opportunità per istituzionalizzare la cooperazione transfrontaliera laddove i Cantoni e le collettività locali e regionali lo riterranno utile. La minoranza della Commissione teme invece che il Protocollo potrebbe pregiudicare il buon funzionamento della cooperazione transfrontaliera, finora dimostratosi valido.
La CPE-N si è riunita a Berna il 28 e il 29 marzo 2011 sotto la presidenza della consigliera nazionale Christa Markwalder (RL/BE) e in presenza della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, della consigliera federale Doris Leuthard e del consigliere federale Johann Schneider-Ammann.
Berna, 23 marzo 2011 Servizi del Parlamento