Seduta della CPE-S a Ginevra
La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) si è incontrata con alcuni esponenti del Consiglio degli Stati ginevrino e di organizzazioni internazionali per discutere dei vantaggi comparativi e dei problemi della Ginevra internazionale. Si è anche occupata di questioni di politica europea e della politica della Svizzera nei confronti della Libia.

1.  La Ginevra internazionale

La Commissione, riunitasi a Ginevra, ha colto l'occasione per fare il punto sulla Ginevra internazionale con alcuni esponenti del governo ginevrino e di organizzazioni internazionali con sede a Ginevra: Michèle Künzler, consigliere di Stato del Cantone di Ginevra, Christine Beerli, vicepresidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Victor Do Prado, vicecapo di gabinetto del direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio e Christoph Benn, direttore delle relazioni estere del Fondo mondiale per la lotta contro l'aids, la tubercolosi e la malaria.

La Commissione è stata informata sugli obiettivi e i progetti che il Cantone di Ginevra si pone per la Ginevra internazionale, in particolare nel settore delle infrastrutture. Si è anche parlato delle sfide che dovrà affrontare la Ginevra internazionale. Gli intervenuti hanno fatto cenno all'alto livello dei prezzi di Ginevra e alla carenza di alloggi nella città, con i conseguenti rischi di delocalizzazione. Hanno però sottolineato anche i numerosi vantaggi che Ginevra può mettere sul tappeto: oltre alla qualità di vita molto elevata e alle eccellenti condizioni di lavoro, le organizzazioni internazionali apprezzano in modo particolare le possibilità di dialogo, di sinergie e di coordinamento favorite dalla prossimità geografica con le altre organizzazioni internazionali.

La discussione è proseguita trattando le priorità e le attività delle diverse organizzazioni internazionali presenti a Ginevra. La Commissione è stata così informata dello stato dei negoziati del Ciclo di Doha. Ha inoltre potuto farsi un quadro dei problemi finanziari che derivano per il CICR e per il Fondo mondiale per la lotta contro l'aids, la tubercolosi e la malaria in seguito alle difficoltà di bilancio in cui versano numerosi Paesi donatori.

La Commissione ha constatato quanto la Ginevra internazionale sia fortemente radicata nella storia e nell'identità del Cantone. Ha potuto inoltre rendersi conto che la presenza delle organizzazioni internazionali non è unicamente frutto dei vantaggi puramente materiali di cui beneficiano, ma deriva anche dalla loro volontà di identificarsi nello «spirito di Ginevra». Inoltre, la Commissione è stata favorevolmente impressionata dagli sforzi profusi dal Cantone per promuovere la Ginevra internazionale; essa ha garantito il suo sostegno in tale ambito, conscia del fatto che la Ginevra internazionale costituisce un elemento essenziale della politica estera della Svizzera.

2.  Politica europea della Svizzera. Relazioni con l’UE ed esperienze in materia di cooperazione Schengen/Dublino

La Commissione si è informata delle esperienze che il nostro Paese ha realizzato finora in materia di cooperazione nell'ambito degli accordi di Schengen/Dublino. Si è interessata in particolare alla trasposizione degli sviluppi dell’acquis di Schengen, al diritto di partecipare ai processi decisionali e alla cooperazione di polizia in Svizzera e all'estero. Ha in particolare analizzato gli effetti della partecipazione della Svizzera a Schengen sulla sicurezza del nostro Paese.

La Commissione reputa che la partecipazione della Svizzera a Schengen abbia dato risultati complessivamente molto positivi. La cooperazione di polizia ha contribuito in ampia misura a lottare efficacemente contro la criminalità internazionale e a migliorare la sicurezza interna. Questa constatazione contraddice l'immagine negativa che viene diffusa in seno alla popolazione: la Commissione ritiene necessaria una politica di informazione più chiara e concreta e chiede al Consiglio federale di spiegare alla popolazione i vantaggi che derivano da questi accordi.

La Commissione si è anche intrattenuta sulle ragioni che spingono attualmente l’UE a mettere in primo piano le questioni istituzionali, in particolare per sapere quali sono gli interessi della Svizzera a una soluzione costruttiva di questi aspetti. Nelle sue prossime sedute la Commissione proseguirà l'esame di questi punti.

3.  Politica della Svizzera in Nord Africa

La Commissione ha esaminato gli ultimi sviluppi in Nord Africa e ha discusso in particolare sulla politica del nostro Paese nei confronti della Libia. Ha sottolineato che, vista la sua posizione indipendente nei confronti del regime di Gheddafi, la Svizzera ha grandi opportunità di svolgere un ruolo importante nel processo di cambiamento e di ricostruzione in questo Paese. La Commissione invita dunque il Consiglio federale a fare uso di queste potenzialità in modo strategico, così da far valere al meglio gli interessi della Svizzera.

La Commissione ha appreso con stupore che alla denuncia penale presentata qualche settimana fa dal DFAE per il rapimento di due cittadini svizzeri in Libia non abbiano ancora fatto seguito passi concreti. La Commissione si aspetta che i servizi federali imprimano i necessari impulsi volti a favorire un rapido avanzamento della procedura.

4.  Gestione del personale e rete esterna del DFAE

Dopo averne discusso già nelle sue sedute precedenti, la Commissione ha proseguito l'esame della gestione del personale e della rete esterna del DFAE. Il suo obiettivo è di contribuire alla definizione della strategia concernente la futura rete esterna, in conformità ai diritti di partecipazione che le competono in politica estera. La Commissione condivide l'approccio seguito dal Consiglio federale secondo cui le risorse limitate devono essere impiegate in modo efficace laddove gli interessi e i bisogni della Svizzera lo richiedono. Tuttavia, la Commissione deplora che continuino a mancare un'analisi globale della situazione e una visione concettuale d'insieme che permettano di definire, motivandole, le priorità.

5.  Il diritto internazionale umanitario e i conflitti armati in corso. Rapporto del Consiglio federale

La CPE-S ha preso atto del rapporto concernente il diritto internazionale umanitario e i conflitti armati in corso, presentato dal Consiglio federale in risposta al postulato della Commissione (08.3445). Tale rapporto tratta le sfide che rappresentano per il diritto internazionale umanitario le nuove forme asimmetriche di conflitti armati. Al pari del Consiglio federale, la Commissione reputa che la soluzione non consista nel creare nuove norme, ma nell'applicare più efficacemente quelle esistenti.

 

La Commissione si è riunita il 7 e 8 aprile 2011 a Ginevra sotto la presidenza del consigliere agli Stati Eugen David (CEg/SG), alla presenza della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey.

 

Ginevra, 11 aprile 2011 Servizi del Parlamento