La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) sostiene gli sforzi profusi dal Consiglio federale per disciplinare le attività delle società di sicurezza private che operano dalla Svizzera. Ritiene anzi che siano necessarie misure ancora più restrittive di quelle prospettate dal Consiglio federale nel suo rapporto del 16 febbraio. Secondo la CPS-N occorre vietare qualsiasi attività sul territorio svizzero alle imprese che offrono i servizi di società di mercenari o che sono intenzionate a farlo. La CPS-N auspica inoltre l'introduzione di un sistema di autorizzazione (obbligo di ottenere un'autorizzazione o una licenza) per le società di sicurezza private che operano in zone di conflitto all'estero a partire dalla Svizzera, come richiesto dalla mozione della CPS-S. La CPS-N valuta positivamente il rapporto presentato dall'Ufficio federale di giustizia alla fine del 2010, ma ritiene che il sistema caldeggiato in questo frangente dal Consiglio federale non sia sufficientemente incisivo. Questi propone un disciplinamento basato su quattro elementi: l'obbligo di informare l'autorità competente, il divieto di alcune attività, l'assoggettamento alla legge di tutte le società con sede in Svizzera e che detengono partecipazioni in società di sicurezza private operanti all'estero e l'elaborazione di un sistema di sanzioni amministrative e penali.
Presieduta dal consigliere nazionale Jakob Büchler (PPD, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 21 e 22 febbraio 2011. A parte della seduta era presente la consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del DFGP.
Berna, 22 febbraio 2011 Servizi del Parlamento