L'iniziativa popolare depositata l'11 agosto 2009 (10.090) chiede di estendere il referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali. In particolare propone di sottoporre a referendum obbligatorio i trattati internazionali che determinano un'unificazione multilaterale del diritto in settori importanti, quelli che impegnano la Svizzera a trasporre future disposizioni contenenti norme di diritto in settori importanti, quelli che delegano competenze giurisdizionali in settori importanti a istituzioni estere o internazionali o quelli che comportano nuove spese uniche che superano un determinato importo.
La CIP-N rileva che l'espressione «settori importanti» utilizzata a più riprese nel testo dell'iniziativa non sia una nozione giuridica fondata su una prassi consolidata. Stabilire se un settore è importante o meno è un compito prettamente politico. L'Assemblea federale dovrebbe decidere ogni volta se il trattato internazionale in questione concerne un settore politico importante. La Commissione è fermamente convinta che la Costituzione debba essere il più precisa possibile per quanto concerne i criteri necessari per stabilire quando un trattato internazionale deve essere sottoposto a referendum. Una nuova prassi fondata su decisioni puntuali da parte dell’Assemblea federale non corrisponde affatto alla tradizione svizzera in materia di diritti popolari. Con 17 voti contro 8 e un'astensione, la Commissione propone quindi di raccomandare al popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa popolare.
La Commissione ritiene tuttavia che sia ancora possibile ottimizzare la concezione di referendum obbligatorio in materia di trattati internazionali. Sarebbe pertanto indicato completare la vigente disposizione costituzionale con un nuovo numero secondo cui i trattati internazionali contenenti disposizioni che richiedono o equivalgono a una modifica della Costituzione federale sono sottoposti a referendum obbligatorio. Questa modifica permetterebbe di istituire anche a livello costituzionale il parallelismo, già esistente a livello legislativo, tra diritto internazionale e diritto nazionale: le disposizioni legali dei trattati internazionali che hanno carattere legislativo devono essere sottoposte a referendum facoltativo, quelle che hanno carattere costituzionale devono essere sottoposte a referendum obbligatorio. Con 17 voti contro 8 e un'astensione la Commissione si è pronunciata a favore di questa soluzione proposta nel disegno di controprogetto diretto.
Una minoranza della Commissione ritiene tuttavia che la proposta formulata dall'iniziativa popolare sia più adeguata allo scopo. Sulla base di alcuni esempi, il comitato d'iniziativa ha definito in modo chiaro i trattati internazionali che sarebbero sottoposti a referendum obbligatorio. L'Assemblea federale potrebbe sviluppare una prassi coerente fondandosi su questa base. La minoranza propone pertanto di raccomandare al popolo e ai Cantoni di accettare l'iniziativa.
La Commissione si è riunita il 3 e 4 febbraio 2011 a Berna, sotto la presidenza del consigliere nazionale Yvan Perrin (UDC/NE). Un secondo comunicato stampa su altri oggetti esaminati dalla Commissione sarà pubblicato venerdì.
Berna, 3 febbraio 2011 Servizi del Parlamento