Principi del Consiglio federale per la ricerca di soluzioni istituzionali con l’UE
​Consultata dal Consiglio federale, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) si è detta sostanzialmente d’accordo con i principi in base ai quali vanno individuate soluzioni istituzionali con l’UE. Più risicato invece il consenso agli accordi fiscali con la Germania, il Regno Unito e l’Austria.

Numerosi membri della Commissione apprezzano l’atteggiamento proattivo che il Consiglio federale ha assunto nei confronti dell’UE e che si è tradotto in proposte di soluzione concrete in merito a vari dossier.
La Commissione ha preso atto dell’importanza tanto per la politica estera quanto per la politica economica esterna della Svizzera di rinnovare la via bilaterale con l’UE e di migliorare le relazioni con i Paesi vicini. Ha altresì preso atto dei principi in base ai quali vanno individuate soluzioni istituzionali alle questioni in sospeso con l’Unione.
I dibattiti in seno alla Commissione si sono incentrati in particolare sulla nuova proposta del Consiglio federale di istituire un’autorità nazionale indipendente incaricata di monitorare l’applicazione degli accordi siglati con l’UE. Numerosi membri della Commissione si sono interrogati sulla natura giuridica e sulle competenze di questa autorità; dubbi sono altresì emersi sull’opportunità di forzare i negoziati con l’UE proprio ora, ovvero in un momento in cui l’Unione deve affrontare numerose crisi e dunque i presupposti per la negoziazione di determinati dossier con la Confederazione non sono dei migliori. La Commissione ha anche dibattuto dell’importanza di tutelare la sovranità elvetica, il margine di manovra politico del nostro Paese e i suoi interessi economici.
Alla CPE-S, inoltre, sono state fornite indicazioni circa le ragioni che hanno indotto il Consiglio federale ad applicare ai cittadini dell’UE-8 la clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone.
Alcuni membri della Commissione ritengono l’attivazione di questa clausola una decisione inopportuna, poiché oltre a riguardare solo pochi Paesi, comporta anche il rischio di indebolire la posizione svizzera nei confronti dell’UE proprio in vista degli imminenti negoziati bilaterali. Il Consiglio federale è dunque stato invitato ad avanzare proposte concrete di disposizioni che potrebbero integrare le misure collaterali.

Accordi fiscali con la Germania, il Regno Unito e l’Austria
Nell’ambito di una procedura di corapporto all’attenzione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), la CPE-S ha analizzato gli accordi per l’introduzione di un’imposta liberatoria con la Germania, il Regno Unito e l’Austria ed ha deciso di raccomandarne l’approvazione. In precedenza aveva respinto con 6 voti contro 1 e 3 astensioni una proposta che voleva rinviare il dossier al Consiglio federale affinché rinegoziasse gli accordi per introdurre regole più chiare riguardanti la gestione dei dati di clienti rubati e il loro impiego, per escludere la possibilità che l’autorità tedesca di sorveglianza dei mercati finanziari (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht) proceda a controlli sul posto e per ottenere che si tenga maggiormente conto del principio di reciprocità. Allo stesso modo, la Commissione ha respinto con 5 voti contro 4 e 1 astensione la proposta di sospendere il dossier nell’attesa che la posizione degli Stati cofirmatari sia nota e che il Consiglio federale abbia convenuto insieme ad altre piazze finanziarie una strategia comune in materia di denaro pulito.
Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio+20)
Consultata dal Consiglio federale sul mandato negoziale per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio de Janeiro, 20-22 giugno 2012), la Commissione si è espressa a favore delle direttive e linee direttrici concernenti il mandato.
La discussione ha permesso di fare il punto della situazione in merito alle trattative preliminari e alle problematiche che si delineano viste le posizioni divergenti dei Paesi industrializzati e di quelli in via di sviluppo. È stato inoltre abbordato il tema della dimensione sociale dello sviluppo sostenibile, ponendo l’accento, in particolare, sugli sforzi profusi per lottare contro la povertà.
 
Berna, 10 maggio 2012 Servizi del Parlamento