Esercito e finanze
​La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati considera estremamente problematiche le decisioni prese la settimana scorsa dal Consiglio federale. La prevista riduzione del limite delle uscite mette in pericolo lo sviluppo dell'esercito e l'ideale equilibrio fra i compiti che gli sono assegnati e i fondi messi a sua disposizione. La Commissione si dice irritata dal fatto che il Consiglio federale ignora le decisioni adottate in materia dal Parlamento: per questa ragione ha deciso di scrivere al Governo per chiedergli di rivedere le sue posizioni.

La maggioranza della Commissione è rimasta sorpresa nel constatare che il Consiglio federale si è discostato dalla propria decisione iniziale, riducendo di 300 milioni di franchi l'anno il limite delle uscite dell'esercito. Nel Rapporto sull'esercito, il Consiglio federale delineava un effettivo di 80̍000 militari e un limite di spesa annuo di 4,4 miliardi di franchi, che non comprende i fondi necessari all'acquisto dei nuovi aerei da combattimento. Con la sua decisione del 25 aprile, il Consiglio federale intende ora limitare le spese annue a 4,7 miliardi di franchi, di cui 300 milioni da impiegare per l'acquisto dei nuovi aerei da combattimento. L'importo dovrà permettere di finanziare un esercito di 100̍000 militari, ciò che corrisponde in sostanza a una riduzione di 300 milioni di franchi. Per la maggioranza della CPS-S questa evoluzione è incomprensibile. Le decisioni adottate dal Parlamento nell'autunno del 2011 erano intese a istituire un rapporto di proporzionalità fra i compiti assegnati all'esercito e i fondi attribuitigli. Esse dovevano inoltre porre rimedio a una situazione estremamente critica, venutasi a creare negli scorsi anni, caratterizzata da lacune dell'equipaggiamento e da carenze a livello funzionale. Le recenti decisioni del Consiglio federale non permetteranno, con tutta evidenza, di conseguire il prospettato equilibrio e ciò non potrà che nuocere alla credibilità dell'esercito. La Commissione ritiene che si sia imboccata la strada sbagliata e ci si sia discostati nettamente dalle decisioni adottate dal Parlamento nel settembre 2011. A suo avviso, questo modo di agire costituisce una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento. Con 7 voti contro 5, la Commissione ha pertanto deciso di scrivere una lettera al Consiglio federale per esprimergli il proprio malcontento e per chiedergli che riveda le due decisioni.

 

Numero delle ammissioni al servizio civile
La Commissione raccomanda all'unanimità di non adottare alcuna misura volta a ridurre ulteriormente il numero delle ammissioni al servizio civile. La decisione della CPS-S si fonda sulla bozza di un rapporto allestito dal Dipartimento federale dell'economia, in cui si giunge alla conclusione che una revisione di legge o di ordinanza, per il momento, non si giustifica. La Commissione intende riesaminare la situazione nel 2014 e per questa ragione ha deciso, con 8 voti contro 3, di sospendere i lavori concernenti l'iniziativa parlamentare Engelberger (10.528) e la mozione Eichenberger (09.3861).
 
La Commissione si è riunita a Berna il 30 aprile 2012 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Hans Hess (PLR, OW). A parte della seduta erano presenti i consiglieri federali Ueli Maurer, direttore del DDPS, e Johann Schneider-Amman, direttore del DFE.

 
Berna, 1° maggio 2012 Servizi del Parlamento