Con 20 voti contro 2 e 3 astensioni, la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) propone al suo Consiglio di accogliere la mozione 25.3421 nel suo tenore modificato. È persuasa che la mozione contribuirà a trovare nel breve termine soluzioni per i settori interessati dalla problematica delle PFAS. Analogamente al Consiglio degli Stati, anche la Commissione chiede misure per sostenere le aziende agricole. Per quanto concerne i valori limite per le PFAS, la Commissione chiede che questi valori vengano definiti tenendo conto di numerosi aspetti, tra cui, oltre alle conseguenze economiche, anche l’evoluzione delle concentrazioni. La Commissione intende inoltre incaricare il Consiglio federale di esaminare se, invece di recepire la direttiva UE concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, possano essere previste norme autonome. Relativizza così la formulazione originaria che contempla un divieto di recepimento. La versione proposta dalla Commissione darebbe al Consiglio federale maggiore margine di manovra, in particolare per prevenire possibili ostacoli al commercio.
Prevenire l’immissione alla fonte
La Commissione ritiene essenziale affrontare la problematica delle PFAS nel modo più ampio possibile. A suo parere, occorrono misure che non solo contrastino le contaminazioni esistenti, ma anche riducano la futura immissione di PFAS nell’ambiente. La Commissione intende quindi incaricare il Consiglio federale di limitare la produzione e l’utilizzo di PFAS in base alla disponibilità di alternative prive di queste sostanze e all’utilità sociale ed economica del prodotto.
Una minoranza propone di respingere la terza lettera della mozione. Ritiene infatti opportuno armonizzare il diritto svizzero in materia di prodotti chimici con quello dell’UE. Un’altra minoranza propone di respingere le prime due lettere della mozione, poiché a suo parere potrebbero intaccare il livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.
Risarcimenti retroattivi per i risanamenti dalle PFAS
La Commissione si esprime a favore di una rapida elaborazione del progetto scaturito dalla sua iniziativa 25.440 («Consentire il risarcimento per la bonifica delle PFAS con effetto retroattivo»). Dal 1° aprile 2025 sono concessi risarcimenti tramite il fondo OTaRSI per l’indagine, la sorveglianza e il risanamento di siti inquinati da schiume estinguenti contenenti PFAS. I risarcimenti saranno possibili anche con effetto retroattivo, come già previsto dalla legge sulla protezione dell’ambiente per altri tipi di inquinamento.
Piano di azione «Pesci»: proteggere i biotopi
La Commissione appoggia l’incarico attribuito al Consiglio federale dalla mozione Vara 24.4317 («Pesci. Mantenere vivi i nostri fiumi, laghi e stagni») di elaborare un piano di azione sulla protezione dei biotopi e sul miglioramento della biodiversità acquatica. Con 17 voti contro 4 e 4 astensioni approva la mozione con un’aggiunta: gli interessi dei pescatori professionisti e sportivi dovranno essere sufficientemente considerati.
Procedura accelerata di autorizzazione per le reti elettriche
Dopo aver sentito le cerchie interessate, la Commissione ha deciso all’unanimità di entrare in materia sulla modifica della legge sugli impianti elettrici (Accelerazione nell’ampliamento e nella trasformazione delle reti elettriche, 25.057). È persuasa che la rete elettrica debba stare al passo con l’ampliamento della produzione delle energie rinnovabili e che quindi sia necessario un dibattito politico sulle procedure di autorizzazione. Ha inoltre esaminato in una prima discussione l’accordo proposto sull’energia elettrica tra la Svizzera e l’UE.
Migliori condizioni per la costruzione di piccoli impianti eolici
Con 12 voti contro 9 e 3 astensioni la Commissione ha dato seguito all’iniziativa del Cantone di Appenzello Esterno 23.312. Le ultime modifiche introdotte nel diritto in materia di energia e pianificazione del territorio hanno già notevolmente migliorato le condizioni per l’installazione di impianti solari fuori delle zone edificabili. Ora occorre esaminare anche per i piccoli impianti eolici come possono contribuire in modo più semplice a un approvvigionamento elettrico sicuro e sufficiente.
Accordo sul commercio nel settore della sostenibilità
Con 13 voti contro 12 la Commissione propone di approvare l’Accordo sul cambiamento climatico, il commercio e la sostenibilità (25.030), firmato finora dalla Svizzera, dal Costa Rica, dalla Nuova Zelanda e dall’Islanda. La Commissione è favorevole a una rapida ratificazione e quindi al riconoscimento di un multilateralismo basato su regole, cosa che ritiene importante in tempi caratterizzati dall’incertezza in materia di politica commerciale. L’Accordo liberalizza il commercio di beni e servizi ambientali, liberalizzazione da cui potrebbero trarre vantaggio le tecnologie rispettose del clima. La Commissione si è fatta confermare dal Consiglio federale che la ratificazione dell’Accordo non comprometterà i negoziati sui dazi con gli Stati Uniti.
La minoranza della Commissione propone di non entrare in materia, poiché l’Accordo non apporterebbe alla Svizzera vantaggi concreti e potrebbe persino limitarne il margine di manovra. Visto l’attuale contesto di politica commerciale, non ritiene opportuno abolire unilateralmente i dazi sull’importazione nei confronti di tutti i Paesi dell’OMC.
Presieduta dai consiglieri nazionali Christian Imark (V, SO) e Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna l’11 e il 12 agosto 2025. A parte della seduta erano presenti i consiglieri federali Albert Rösti e Guy Parmelin.