1. Candidatura svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU
In virtù dell'articolo 152 capoverso 3 della legge sul Parlamento (LParl), la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) si è pronunciata su un'eventuale candidatura a medio termine della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU. Dopo una discussione approfondita sul tema in occasione dell'esame del relativo rapporto complementare del DFAE, con 16 voti contro 6 la Commissione si è dichiarata favorevole a una candidatura della Svizzera per il 2022. Con 15 voti contro 6 e un'astensione, essa ha peraltro respinto una mozione di commissione con la quale si chiede che la decisione relativa alla candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza sia sottoposta al voto popolare.
Nella discussione sono state analizzate essenzialmente le possibili conseguenze di un'adesione della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU in termini di risorse finanziarie e umane, nonché di buoni uffici. Alla stregua dell'adesione all'ONU, un'adesione al Consiglio di sicurezza offrirebbe alla Svizzera, a detta della maggioranza della Commissione, un'eccellente opportunità di sviluppo della propria rete di relazioni internazionali. In quanto membro del Consiglio di sicurezza, il nostro Paese disporrebbe inoltre di un'importante piattaforma di discussione mediante la quale far valere e promuovere i propri valori sul piano internazionale. La maggioranza della Commissione ritiene infine che un'adesione al Consiglio di sicurezza non inciderebbe assolutamente sui buoni uffici e sarebbe perfettamente compatibile con la neutralità della Svizzera.
La minoranza della Commissione ha invece espresso riserve sulla presenza della Svizzera in seno al Consiglio di sicurezza poiché avrebbe importanti implicazioni sui principi di neutralità e di buoni servizi del nostro Paese. Un'adesione della Svizzera al Consiglio di sicurezza potrebbe infatti indebolire questi principi e addirittura contraddirli in determinate situazioni politiche.
2. Politica europea
La Commissione ha quindi discusso i due rapporti approvati dal Consiglio federale il 17 settembre 2010 in materia di politica europea (10.086 Valutazione della politica europea svizzera e 10.088 Relazioni tra la Svizzera e le agenzie europee). In questa occasione ha sentito diversi rappresentanti della Conferenza dei Governi cantonali (CdC), di economiesuisse e di avenir suisse, nonché il professor Thomas Cottier.
La Commissione ritiene che i rapporti summenzionati valutino con pertinenza la politica europea della Svizzera. Alcuni suoi membri tuttavia deplorano che il Consiglio federale abbia rinunciato a presentare una strategia globale.
La CPE-N è dell'opinione che la politica europea della Svizzera debba essere oggetto di un dibattito approfondito nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi; per questa ragione il Consiglio nazionale dovrà chinarsi sui due rapporti nel corso della sessione invernale 2010.
3. Avvio dei negoziati relativi a un accordo di cooperazione con l'UE nel settore della concorrenza
In virtù dell'articolo 152 capoverso 3 (LParl), la CPE-N è stata consultata dal Consiglio federale in merito ai principali orientamenti sui quali si deve fondare il mandato negoziale concernente un accordo di cooperazione con l'UE nel settore della concorrenza. Alla stregua del Consiglio federale, anche la maggioranza della Commissione ritiene auspicabile una maggiore cooperazione fra le autorità svizzere ed europee in materia di concorrenza. Con 16 voti contro 7 e un'astensione, la CPE-N ha approvato i principi essenziali del mandato negoziale.
La maggioranza della Commissione ha ritenuto importante precisare che tale accordo di cooperazione assumerebbe i connotati di un accordo di assistenza amministrativa e non si prefiggerebbe in alcun modo una modifica materiale del diritto svizzero in materia di concorrenza. Essa è convinta infatti che un rafforzamento del coordinamento fra le autorità interessate nel settore della lotta contro i cartelli transfrontalieri illeciti gioverebbe alla Svizzera in generale e ai suoi consumatori in particolare. Una minoranza della Commissione si è opposta a negoziati con l'UE in questo settore nel timore che lo scambio di informazioni confidenziali necessario a una tale cooperazione nuocerebbe alla Svizzera.
4. Avvio dei negoziati relativi a un accordo bilaterale fra la Svizzera e l'UE nel settore delle sostanze chimiche (REACH)
In virtù dell'articolo 152 capoverso 3 (LParl), la CPE-N è stata consultata in merito a un mandato negoziale in vista di un accordo bilaterale con l'UE riguardante la cooperazione nel settore della sicurezza delle sostanze chimiche (REACH). Essa ritiene un tale accordo necessario per eliminare gli svantaggi economici di cui soffre la Svizzera ed evitare in particolare la discriminazione degli esportatori svizzeri, permettendo nel contempo al nostro Paese di adattarsi al rafforzamento della protezione in atto all'interno dell'Unione europea. Si è pertanto pronunciata a favore dell'avvio dei negoziati.
5. Estensione del mandato negoziale per un accordo di libero scambio fra gli Stati dell'AELS e la Russia agli altri membri dell'Unione doganale (Bielorussia e Kazakistan)
In virtù dell'articolo 152 capoverso 3 (LParl), la CPE-N è stata consultata in merito all'estensione del mandato negoziale menzionato nel titolo agli altri Paesi membri dell'Unione doganale (Bielorussia e Kazakistan). La Commissione ritiene opportuno proseguire i negoziati in vista di un accordo di libero scambio con la Russia, integrandovi tutti i Paesi membri dell'Unione doganale. Per questa ragione si è pronunciata all'unanimità a favore dell'estensione del mandato negoziale.
6. FIPOI. Aiuti finanziari all'OMC (ampliamento extra-muros) (10.053)
Il 1° agosto 2008 la Svizzera ha concluso con l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) un accordo per la ristrutturazione, l’ampliamento e l’estensione in tre tappe del Centre William Rappard al fine di realizzare il cosiddetto «site unique» che consentirà all’organizzazione di riunire le proprie attività sotto un unico tetto. Le due prime tappe del progetto sono state approvate dalle Camere federali nel 2008 e nel 2009. Il 26 maggio 2010, il Consiglio federale ha approvato il messaggio concernente la concessione di un prestito di 40 milioni di franchi e di un contributo a fondo perso di 10 milioni di franchi destinati al finanziamento della terza e ultima tappa del progetto immobiliare dell'OMC.
Il 14 settembre 2010, il Consiglio degli Stati aveva adottato il disegno all'unanimità. La CPE-N ha approvato senza opposizione (e con due astensioni) il disegno del Consiglio federale senza apportarvi alcuna modifica. Il Consiglio nazionale esaminerà il disegno nel corso della sessione invernale 2010.
Presieduta dalla consigliera nazionale Christa Markwalder (RL/BE), la CPE-N si è riunita a Berna il 25 e 26 ottobre 2010, alla presenza della presidente della Confederazione Doris Leuthard.
Berna, 26 ottobre 2010 Servizi del Parlamento