Stando al presidente della CPS-N Thomas Hurter (UDC/SH), oltre ad Israele solo gli Stati Uniti possiedono droni per la ricognizione in grado di fornire le prestazioni richieste dalla Svizzera. Dal momento che gli Usa non entrano in considerazione, rimane solo Israele quale fornitore, ha spiegato.
Una minoranza della commissione si è battuta contro l'acquisto, giudicato un lusso, e avanzato obiezioni di carattere politico su questa operazione facendo riferimento alla situazione dei diritti umani nello Stato ebraico. Per quanto le violazioni dei diritti umani siano"seccanti", secondo Hurter un boicottaggio dello Stato ebraico non porterebbe a nulla.
Questa transazione, ha specificato, non significa tuttavia una presa di posizione politica o militare a favore di Israele da parte della Svizzera. "Il nostro Paese continuerà a impegnarsi in favore della pace", ha dichiarato il consigliere nazionale sciaffusano.
Dal punto di vista della difesa, i droni in questione dovranno sostituire gli apparecchi esistenti ormai obsoleti e colmare così una lacuna a livello di sorveglianza. La manutenzione di questi velivoli avverrà parte in Svizzera, parte in Israele, ha spiegato Hurter. Visto il numero esiguo di ricognitori telecomandati, si è giudicato poco opportuno svolgere simili lavori unicamente in Svizzera.
Tra le caratteristiche di questi apparecchi, ha spiegato, vi è anche la possibilità di volare non accompagnati da un altro velivolo. In futuro ciò dovrebbe essere possibile anche in Svizzera, ha spiegato il presidente della CPS-N, precisando che i droni in questione potranno essere migliorati, per esempio per la ricerca di sostanze chimiche.
Il programma di armamento 2015 prevede anche l'acquisto di simulatori di tiro per fucile d'assalto 90 (21 milioni) in sostituzione delle apparecchiature attuali risalenti al 1993, e di autoveicoli fuoristrada leggeri di marca Mercedes per sistemi specialistici (271 milioni).
Droni coinvolti in violazione diritti umani per sinistra
I membri della CPS-N e dell'omologa commissione degli Stati si sono incontrati stamattina a Thun (BE) col consigliere federale Ueli Maurer, il capo dell’esercito comandante di corpo André Blattmann e il capo dell’armamento Martin Sonderegger. Qui hanno avuto la possibilità di informarsi personalmente in merito agli acquisti previsti dall’esercito.
Alcuni attivisti di diverse organizzazioni hanno bloccato per circa un'ora l'accesso principale alla piazza d'armi bernese per protestare contro il previsto acquisto di droni israeliani. La polizia bernese ha fatto un controllo di identità ma non ha fermato nessuno. Durante la conferenza stampa della CPS-N non è stato fatto alcun accenno a questa azione di protesta.
Secondo una nota del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), gli attivisti volevano sensibilizzare i parlamentari affinché rinunciassero all'acquisto. I sei velivoli senza pilota di esplorazione del tipo Hermes 900 sono prodotti dall'impresa israeliana Elbit Systems.
Il GSsE accusa l'impresa di essere "direttamente coinvolta in diverse violazioni di diritti umani e del diritto internazionale". Diversi politici, in particolare di sinistra, si sono già espressi contro una tale spesa: vengono rivolte accuse al governo israeliano di violazione dei diritti umani e di aver testato il materiale in Cisgiordania, Gaza e Libano.
ats, 26 maggio 2015