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L'iniziativa popolare "per l'efficienza elettrica", che mira a stabilizzare i consumi di corrente al livello del 2011, è troppo radicale e irrealistica. Il Consiglio nazionale ha raccomandato oggi, con 106 voti contro 71 e 6 astensioni, la bocciatura del testo depositato nel 2013 da un comitato che comprende esponenti di diversi partiti, associazioni di consumatori ed organizzazioni energetiche e ambientaliste. Il dossier passa agli Stati.Intitolata "Per un approvvigionamento elettrico sicuro ed economico", l'iniziativa chiede che nel 2035, i consumi vengano stabilizzati al livello del 2011, ovvero 58,5 terawattora (TWh). Un terzo della corrente attualmente prodotta in Svizzera viene sprecata, sottolineano i fautori, ed è quindi possibile risparmiare 19 TWh all'anno, soprattutto nell'illuminazione e a livello industriale."Se tutti gli apparecchi utilizzati fossero di ultima generazione, sarebbe possibile rinunciare alla nostra produzione di energia nucleare", ha rilevato Beat Jans (PS/BS), secondo cui il testo consentirebbe di sostenere molte aziende svizzere innovative, creando nuovi impieghi. "Le perdite energetiche costano: ogni anno vengono sprecati 10 miliardi di franchi", ha fatto notare il collega di partito Philipp Hadorn (SO)."Sia ben chiaro, non stiamo parlando né di rinunce né di ritorno al passato: le nuove tecnologie consentono di rispondere ai nostri bisogni consumando meno", ha precisato Adèle Thorens (Verdi/VD). Sul fronte verde-liberale, Jürg Grossen (BE) ha manifestato la sua insoddisfazione nei confronti della Strategia 2050, attualmente in discussione in Parlamento, "dove sono fissati obiettivi ma non il modo di raggiungerli".Per una maggioranza di centro-destra, tuttavia, l'iniziativa, oltre ad essere irrealistica, presenta parecchi punti deboli. Gli obiettivi che vuole fissare nella Costituzione dovrebbero essere sanciti a livello di legge, ha criticato Yannick Buttet (PPD/VS) e come lui buona parte dei contrari."Si concentra inoltre unilateralmente sull'elettricità, senza prendere in considerazione l'efficienza energetica nel suo insieme", come fa invece la Strategia energetica 2050, ha rilevato Felix Müri (UDC/LU). Secondo Giovanni Merlini (PLR /TI), questo è un limite grave che potrebbe nuocere alla sostituzione dei vettori fossili e portare a distorsioni del mercato."Naturalmente l'uso parsimonioso dell'elettricità è importante e va nell'interesse dell'economia, ma non è una scoperta degli iniziativisti", ha ironizzato Peter Schilliger (PLR/LU). Secondo Daniel Fässler (PPD/AI) l'iniziativa è semplicemente superflua, dato che l'articolo 89 della Costituzione sancisce già l'obbligo di usare l'energia in modo parsimonioso e di promuovere nuove tecnologie.Alcune voci dissidenti in seno all'UDC e al PPD hanno tentato invano di convincere i colleghi di partito ad invertire la rotta. Fra loro Markus Hausammann (UDC/TG), secondo cui l'iniziativa ha già avuto effetti benefici sull'elaborazione della Strategia energetica 2050, ma per ottenere misure più concrete è opportuno appoggiarla.PS, Verdi, Verdi liberali, PBD e alcuni deputati sparsi hanno più volte sottolineato l'importanza di mantenere fino alla fine l'iniziativa, temendo che la Strategia energetica 2050 possa essere bocciata durante le ultime votazioni parlamentari.Pur riconoscendo il valore degli obiettivi dei promotori, il Consiglio federale non può sostenere la loro proposta, poiché il governo punta su una strategia globale, che tenga conto di tutte le fonti energetiche, ha affermato sul finire del dibattito la ministra Doris Leuthard. "Se vogliamo migliorare l'efficienza dobbiamo in primis agire sulle coscienze delle persone, informarle, per consentire loro di sceglie meglio, per esempio gli elettrodomestici".