Il controprogetto, denominato "Per un rafforzamento delle cure. Migliorare la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure", è frutto dei lavori della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale. Entrambe le Camere si sono già espresse, fornendo opinioni discordanti su un paio di punti chiave, sebbene la necessità di rafforzare il settore infermieristico sia riconosciuta da tutti.
Una prima divergenza concerne il contributo dei Cantoni. Per 115 voti a 76, il Nazionale ha mantenuto la propria posizione, ritenendo che essi siano tenuti a sostenere gli studenti con un sussidio per la sussistenza. È urgente investire nella formazione e rendere la professione attrattiva, ha dichiarato Barbara Gysi (PS/SG), per evitare un buco di decine di migliaia di infermieri. Manuela Weichelt-Picard (Verdi/ZG) ha sottolineato che ora come ora senza i frontalieri molte strutture nelle regioni di frontiera dovrebbero chiudere i battenti, ricordando ad esempio che in Ticino essi compongono il 20% del personale.
Di altro avviso il consigliere federale Alain Berset che, come i "senatori", puntava a una disposizione più annacquata, dando ovvero l'opportunità ai Cantoni di assicurare il sostentamento degli studenti, ma senza forzarli a farlo. In questo modo si eviterebbe "un'ingerenza eccessiva nella loro autonomia", ha fatto notare senza successo il ministro della sanità.
Rendere gli aiuti facoltativi permetterebbe ai costi di scendere di 100 milioni di franchi a quota 369 milioni. Secondo la versione approvata dal Nazionale invece, il credito d'impegno stanziato tramite decreto federale ammonta a massimo 469 milioni, da utilizzare su un periodo di otto anni.
Per quanto riguarda la divergenza numero due, contrariamente alla Camera dei Cantoni quella del popolo vuole che alcuni trattamenti siano fatturabili direttamente alla cassa malattia, un parere che ha ribadito durante la seduta odierna. Per gli Stati, ciò può essere permesso a infermieri, organizzazioni Spitex e case di cura solo se precedentemente è stata stipulata una convenzione con gli assicuratori malattia.
Le Camere hanno perlomeno trovato un punto d'intesa sull'ampliamento delle competenze degli infermieri. Oltre a dispensare essi stessi prestazioni di cura, potranno delegare mansioni più semplici a personale meno qualificato. L'oggetto torna ora sui banchi del Consiglio degli Stati.