Nel 2018 è entrata in vigore una modifica dell'ordinanza sull'imposta sul valore aggiunto che riguarda l'imposizione di imprese estere. La modifica riguarda soprattutto le imprese dei Paesi limitrofi che offrono e prestano gran parte dei propri servizi in Svizzera (in particolare imprese dell'edilizia e dei rami accessori).
La modifica colpisce tuttavia anche gli operatori turistici esteri che acquistano prestazioni in Svizzera per i loro clienti. Conseguenza: i tour-operator che nella Confederazione conseguono un piccolo fatturato si ritirano dalla piazza elvetica. Le perdite per il settore sono stimate a circa 60 milioni di franchi all'anno. Da qui la necessità di permettere agli operatori turistici esteri di ricorrere alla precedente regolamentazione, ha sostenuto von Siebenthal.
La mozione è stata in realtà già attuata, ha sostenuto il ministro delle finanze Ueli Maurer. Il Consiglio federale si era occupato della questione nell'ambito della revisione dell'imposta sul valore aggiunto. Poiché non tutte le questioni sono state regolate, la mozione dovrebbe comunque essere approvata, ha però replicato, con successo, von Siebenthal.
L'atto parlamentare adottato oggi è identico a una mozione di Hans Stöckli (PS/BE) approvata ieri dal Consiglio degli Stati. Per questo motivo è da considerarsi come trasmesso al Governo per l'attuazione.